Il segretario dell’Esercito statunitense Dan Driscoll ha presentato le sue dimissioni al presidente Donald Trump e lascerà il suo incarico al Pentagono nei prossimi giorni. Il Wall Street Journal è stato il primo a dare la notizia dell’addio. Un funzionario dell’esercito ha dichiarato alla Cnn che Driscoll «ha parlato con il presidente della situazione attuale dell’esercito e ha presentato le sue dimissioni».
Le dimissioni di Driscoll, detto «drone guy», giungono dopo mesi di tensione con il titolare della Difesa Pete Hegseth. «Il segretario Driscoll si è dimostrato estremamente efficace nel promuovere l’agenda del Presidente Trump per “Rendere l’America di nuovo forte”, fornendo una leadership eccezionale durante operazioni storiche militari, ripristinando l’enfasi sulla prontezza operativa e sulla letalità, assistendo nei negoziati tra Russia e Ucraina e altro ancora», ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly in un comunicato.
Secondo il New York Times, la tensione tra Hegseth e Driscoll era dovuta, in parte, al fatto che il primo avrebbe rimosso quattro ufficiali – due uomini e due donne di colore – da una lista di promozioni dopo che Driscoll si era rifiutato di farlo. Il Washington Post aveva precedentemente riportato che Hegseth temeva di essere licenziato da Trump e sostituito da Driscoll.
Driscoll e il vice presidente J. D. Vance erano compagni di classe alla Yale Law School e dall’ora sono rimasti molto amici. Il dimissionario segretario dell’Esercito aveva anche stretto un rapporto personale con Trump, che lo ha persino incaricato di recarsi a Kiev per convincere l’Ucraina a tornare al tavolo dei negoziati con la Russia. Il piano di quella missione, insolita per il ruolo Driscoll, avvenuta nel mese di novembre, prevedeva che l’Ucraina facesse significative concessioni al Cremlino per porre fine alla guerra.
Il caso Driscoll è soltanto l’ultimo e più clamoroso caso di «dimissionamento» nel dipartimento della Guerra dell’amministrazione Trump guidato da un personaggio ingombrante come Hegseth. A fine aprile è stato licenziato in tronco il segretario della Marina John Phelan, dopo essersi scontrato con Hegseth e il vice segretario alla Difesa Stephen Feinberg. Nello stesso mese Hegseth aveva dato il benservito al capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Randy George, senza spiegarne il motivo. Nell’autunno precedente a lasciare era stato il capo di gabinetto di Phelan, Jon Harrison.









