L’alert per le nuove generazioni e le donne
I disturbi mentali e i giovani. Lo studio fa il punto anche su questi ultimi – soprattutto nella fascia d’età tra i 15 e i 19 anni – sottolineando il modo sproporzionato in cui il loro benessere psicologico viene colpito. Nonostante le diagnosi possono arrivare in tutte le fasi della vita, le tipologie di disturbi e il loro impatto variano in base all’età della persona.
Durante l’infanzia, le diagnosi più frequenti sono i disturbi dello spettro autistico, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), il disturbo della condotta e la disabilità intellettiva idiopatica dello sviluppo, con una maggiore incidenza nei maschi rispetto alle femmine. Più si diventa grandi e si entra nella fase dell’adolescenziale, più è maggiore la probabilità di diagnosticare l’ansia e il disturbo depressivo maggiore.
Volgendo lo sguardo verso il genere femminile, nel 2023 sono state 620 milioni le donne a convivere con un disturbo mentale, rispetto ai 552 milioni uomini. Sempre le donne hanno totalizzato 92,6 milioni di anni di vita persi a causa di disabilità o morte prematura, contro i 78,6 milioni degli uomini. Secondo lo studio, le differenze sono condizionate da diversi fattori. Primi fra tutti, i casi di violenza domestica e abusi sessuali.
I luoghi e le lacune nell’assistenza
Le regioni ad alto reddito, come l’Australasia e l’Europa occidentale, hanno registrato alcuni dei tassi di incidenza più elevati, in particolare in Paesi come i Paesi Bassi, il Portogallo e l’Australia. Ma aumenti significativi sono stati individuati anche nell’Africa subsahariana occidentale e in alcune zone dell’Asia meridionale.
Le analisi del Gbd (Global Burden of Disease) stimano che solo circa il 9% delle persone con disturbo depressivo maggiore a livello globale riceve un trattamento minimamente adeguato, e meno del 5% riceve cure adatte in 90 Paesi.











