Storie Web mercoledì, Settembre 16

I paesi membri della Nato mettono a disposizione i velivoli e le risorse necessarie per il pattugliamento aereo, sia individualmente che in squadre multinazionali, sotto la direzione del Saceur (”Supreme Allied Commander Europe”, ovvero il Comandante supremo alleato in Europa, carica attualmente ricoperta dal generale Usa Alexus G. Grynkewich). I paesi che non dispongono delle capacità aeree necessarie ricevono assistenza da altri membri della NATO. Attualmente la NATO supervisiona cinque missioni regionali di pattugliamento aereo. «Abbattere un drone come è successo per mano di un caccia della Nato è semplicemente insignificante ai fini della creazione di nuovi equilibri in un senso o nell’altro, è solo un altro piccolo passo verso un’ulteriore complicazione del già problematico quadro russo-ucraino», ha sottolineato il generale Leonardo Tricarico, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare ed attuale presidente della Fondazione Icsa.

Le caratteristiche dell’Eurofighter Typhoon

Il caccia Eurofighter Typhoon (nomenclatura aeronautica F-2000A), è il più avanzato aereo da combattimento sviluppato nel continente europeo. Il velivolo è inserito nel servizio d’allarme nazionale, garantito dai reparti dell’Aeronautica Militare per la Difesa Aerea 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, che, in pochi minuti, assicura il decollo dei caccia per intercettare e identificare qualunque traccia aerea sospetta rilevata dai radar. L’Eurofighter, che di recente ha acquisito anche capacità aria-suolo, è il frutto della collaborazione industriale di Italia, Germania, Regno Unito e Spagna. Ha un’apertura alare di 14,74 metri, è lungo 15,96 metri, un’altezza di 5,28 metri. Il peso massimo al decollo è di 23.500 kg. La velocità massima è di 2.495 km/h, con un’autonomia massima di 2.900 km. L’equipaggio di compone di al massimo due piloti. Infine, l’armamento: dispone di un cannone Mauser calibro 27 mm, fino a 6.500 kg di carichi esterni (missili AIM-9L Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, Iris-T, Meteor; bombe guidate della serie GBU; serbatoi supplementari e pod di puntamento laser).

La missione Nato in Lituania

A tutela del fianco Est dell’Alleanza sono impegnati oltre 2.000 militari italiani. L’Italia partecipa all’attività di Air Policing della Nato in Lituania con assetti Eurofighter Typhoon per la sorveglianza e la protezione dello spazio aereo dell’Alleanza atlantica. La missione di Air Policing negli Stati baltici, denominata Baltic Air Policing, è scattata ad aprile 2004.

Sin dall’avvio della missione, i caccia della Nato sono stati di stanza presso la base aerea di Šiauliai, in Lituania. Dal 2014, i velivoli fanno base anche presso la base aerea di Ämari, in Estonia. Dal 2024, anche la base aerea di Lielvārde, in Lettonia, è in grado di ospitare i caccia impegnati nella missione di pattugliamento aereo.

Ad oggi 17 alleati vi hanno partecipato a salvaguardia dello spazio aereo delle Repubbliche Baltiche: Estonia, Lettonia e Lituania. La Baltic Air Policing è una missione con lo scopo di dimostrare la determinazione collettiva degli Alleati nel mantenere una postura di natura difensiva, solida e compatta, a deterrenza di potenziali minacce alla sicurezza dell’area regionale di competenza. La missione è condotta sotto il comando e controllo di uno del NATO Combined Air Operations Centre (CAOC) di Uedem (Germania), sotto la supervisione del NATO Allied Air Command (AIRCOM) di Ramstein (Germania).

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