Si cambia registro. Il terzo sconto sui carburanti, approvato in Consiglio dei ministri, non sarà identico sia per il gasolio che per la benzina. Solo per il diesel, infatti, si tratta di una proroga: viene confermato il taglio alle accise di 20 centesimi al litro (che diventano 24,4 centesimi al litro per l’aggiunta dell’Iva). Per la verde, invece, la riduzione complessiva sarà di 6,1 centesimi al litro.
Le date e le coperture
Entrambi gli interventi partiranno dalla mezzanotte tra l’1 e il 2 maggio, dato che il precedente intervento comprende anche la giornata della festa dei Lavoratori. La scadenza, invece, è fissata dopo settimane (cioè il 23 maggio), salvo ulteriori proroghe che, vedendo l’andamento dei prezzi del petrolio, saranno molto probabili.
Il tema sarà sempre quello delle coperture. Gli sforzi del governo sono stati amplificati anche perché la caccia alle risorse si è svolta parallelamente a quella per finanziare il Piano casa e il decreto Lavoro. Per il taglio appena approvato, è prevista una copertura iniziale grazie alle multe dell’Antitrust. I milioni successivi arriveranno dall’extragettito Iva, calcolabile soltanto dalla prossima settimana.
Perché viene data priorità al gasolio
L’obiettivo è cercare di attuare il taglio alle accise soltanto con quell’extragettito. Le prime due volte non è stato possibile, ma questa volta l’intervento è meno costoso perché è rivolto quasi esclusivamente al gasolio.
Ma come mai? La risposta arriva direttamente dai listini alle stazioni di servizio: con il taglio da 24,4 centesimi al litro oggi in vigore – che costa quasi mezzo miliardo ogni venti giorni – il diesel costa più di 2,050 euro al litro in tutta Italia. La benzina, invece, meno di 1,750 euro al litro. «Una sproporzione evidente» ha detto in conferenza stampa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
