Storie Web martedì, Agosto 4

La decisione dell’Esecutivo di porre la questione di fiducia alla Camera sul decreto Giustizia e Migranti è un passaggio parlamentare decisivo. L’annuncio, formalizzato in Aula dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, blinda il testo nello stesso identico formato già licenziato dal Senato, azzerando la possibilità di ulteriori modifiche e puntando a un via libera definitivo in tempi strettissimi, dato che il provvedimento deve essere convertito in legge entro l’11 agosto pena la sua decadenza. Per il governo una necessità visto che i tempi tecnici, in caso di modifiche al provvedimento approvato al Senato, non permetterebbero di evitarne la decadenza. 

Il ricorso alla fiducia ha inevitabilmente infiammato il dibattito a Montecitorio.

 

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio (Rainews24)

I partiti di governo difendono la scelta della fiducia come uno strumento obbligato per garantire stabilità, coerenza normativa e il rispetto degli impegni internazionali assunti con l’Unione Europea. Per la maggioranza, il decreto fornisce risposte improntate alla concretezza sia sul fronte dell’efficienza della giustizia sia sul controllo rigoroso dei flussi migratori e delle frontiere.

Le forze di opposizione hanno duramente contestato l’ennesimo ricorso alla fiducia, accusando l’Esecutivo di esautorare il Parlamento dalle sue funzioni di controllo e di discussione. Nel merito, le opposizioni bocciano l’impianto politico del provvedimento, criticando aspramente sia le misure restrittive in materia di asilo e accoglienza derivanti dal Patto UE, sia le modalità di intervento sul settore giustizia. Ma indicano anche come la maggioranza di governo, su temi come quelli contenuti nel provvedimento, rischia di perdere parecchi voti parlamentari. La fiducia, dunque, bloccherebbe i dubbiosi e gli incerti.

 

I contenuti principali del Decreto

Il provvedimento unisce due ambiti di intervento strategici, toccando profondamente sia l’ordinamento giudiziario sia la gestione delle politiche migratorie in adempimento ai diktat comunitari.

Ci sono interventi sull’organizzazione degli uffici giudiziari, sul processo civile e penale, e novità specifiche riguardanti le modalità di svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di avvocato (strutturato in un’unica sessione).

Ma nel provvedimento c’è anche il recepimento delle direttive e dei regolamenti europei in materia di procedure di protezione internazionale, accoglienza dei richiedenti asilo, rimpatri accelerati alla frontiera, controlli rafforzati e adeguamento delle banche dati (come il sistema Eurodac). Tra le norme di rilievo figurano anche la disciplina delle fasi di registrazione delle domande di asilo e l’innalzamento a 90 giorni del termine prima del quale è consentito l’accesso al lavoro per i richiedenti protezione internazionale.

 

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