Storie Web domenica, Agosto 23

La crescita impetuosa dei data center continua a spingere la domanda di energia elettrica, almeno sulla carta. Secondo la fotografia registrata da Terna, le richieste di connessione di nuovi progetti di centri dati alla rete elettrica hanno toccato i 95,38 gigawatt (dato rilevato il 21 agosto). Un salto non da poco se si riavvolge il nastro al 2021 quando le istanze di questo tipo erano pari a 1 gigawatt.

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Da allora è partita una vera e propria corsa che ha visto prima crescere il numero di richieste a 5,40 GW nel 2023 per poi salire a 31,28 GW l’anno dopo: un boom che, come documenta il gruppo guidato da Pasqualino Monti, si concentra soprattutto nel Nord Italia e, in particolare in Lombardia che, da sola, raccoglie 290 domande per 46 GW – in gran parte localizzate su Milano -, seguita da Lazio, Piemonte e Puglia.

Il picco al Centro-Nord

Delle 531 domande giunte finora sul tavolo di Terna – di cui 300 solo da gennaio a oggi (58,7 GW, vale a dire il 48,2% in più dei primi 8 mesi del 2025, quando l’asticella si era fermata a 215 (39,6 GW) – solo 15 (1,88 GW) hanno raggiunto la fase di maturità più avanzata, segno che il grosso delle richieste rinvia a una domanda potenziale che non arriverà a traguardo. Ma i numeri restano comunque molto significativi. Soltanto ad agosto, secondo Terna si sono registrate 8 nuove domande per 0,87 GW (3 richieste dalla Lombardia, 2 dalla Puglia, e 1 richiesta ciascuna da Emilia Romagna, Sicilia e Veneto) e 6 richieste sono decadute per una potenza di circa 1,3 GW. Nel mese di luglio, invece, sono state 17 le istanze pervenute per un potenza complessiva di 1,68 GW: nei due mesi, 7 richieste sono arrivate dalla Lombardia (857 MW), 4 dal Piemonte (350 MW), 2 dalla Campania (200 MW), 2 dalla Basilicata (200 MW) e, infine, 10 istanze tra Emilia-Romagna, Puglia, Lazio, Sicilia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia per una potenza complessiva di 1,1 GW. Come ad agosto, però, otto domande sono venute meno o sono state oggetto di rinuncia.

L’identikit dei proponenti

Le richieste provengono principalmente da società di progettazione e developer di impianti di questo tipo o di impianti da fonti rinnovabili, ma anche da società di scopo e da real estate. Disporre di un quadro di dettaglio delle attività del soggetto che presenta la domanda non è chiaramente possibile, ma si può registrare un dato importante: durante il percorso di autorizzazione, gli operatori finali intervengono acquisendo la titolarità delle domande dalle società di sviluppo e progetto, analogamente a quanto avviene nel mondo delle rinnovabili.

Tornando alle oltre 530 domande presentate da inizio anno a oggi, soltanto il 10% circa è immediatamente riconducibile a operatori di data center o fondi di investimento a loro dedicato, mentre il restante 90% è suddiviso tra un 30% circa riconducibile a società di progettazione, sviluppo e di scopo, e un 60% rappresentato da una realtà differenziata di società più grandi di real estate e logistica e di operatori privati.

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