Come nello scorso febbraio, la cornice della sfilata del marchio Daniela Gregis è stato il suggestivo complesso dell’Oratorio della Passione, accanto alla storica basilica di Sant’Ambrogio. Un luogo raccolto, dove ogni suono echeggia in modo dolce e ogni raggio di luce illumina senza stordire. Qui il parallelo con la visione del marchio creato dalla stilista Daniela Gregis a Bergamo e oggi presente in multimarca di ricerca italiani e di molti altri Paesi: a Milano si può trovare da Anaconda, 10 Corso Como, Biffi e Imarika e NON, come erroneamente indicato a pagina 28 del Sole 24 Ore del 25 settembre, da Chicchi Ginepri (indicazione sbagliata della quale ci scusiamo con i lettori e tutti gli interessati.
Stile definito e coerente
Accanto alla visione stilistica – un guardaroba mai urlato, per presentarsi al mondo con chiarezza ma sempre in modi gentili, quasi sussurrati – ci sono i tessuti, da sempre curatissimi e allo stesso tempo protagonisti di curiosi abbinamenti. Per la P-E 2027 prevalgono sete e cotoni con toni chiari e panna, ma non mancano tocchi di colore.