Storie Web mercoledì, Settembre 23

«I tempi della moda e la necessità, in un mondo accelerato, di guardare sempre avanti spesso ci privano del piacere di riflettere sui progetti costruiti negli anni, sugli incontri, sulle piccole grandi avventure in cui ci siamo imbarcati. Ci sono alcuni episodi e persone però che occupano un posto speciale nei miei ricordi e una di queste è Karl Lagerfeld, che disegnò una capsule per Hogan nel 2010». Andrea Della Valle non è uomo da lunghi preamboli o verbose dissertazioni, ma per raccontare i primi 40 anni del marchio di cui è presidente appare insolitamente ciarliero e riflessivo allo stesso tempo e riserva a Lagerfeld, scomparso nel febbraio 2019, un posto d’onore: «Dimentichiamo tutti troppo in fretta troppe cose – aggiunge Della Valle –. Per questo è importante approfittare di anniversari tondi come il 40° di Hogan per cristallizzare una storia e darle il giusto spazio in quella della moda e del nostro gruppo degli ultimi decenni».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Come è nata l’idea di affidare il racconto di Hogan a quattro giovani registi?

Credo che il cinema sia, fin dalla sua nascita, una forma d’arte capace forse più di altre di coinvolgere il pubblico, di scatenare reazioni ed emozioni che si trasformano in ricordi indelebili. Lo aveva intuito Gabrielle Chanel fin dagli anni 30, quando il cinema muoveva i suoi primi passi. Non abbiamo scelto però volti famosi né registi conosciuti. Abbiamo preferito, grazie alla collaborazione con il Centro sperimentale di cinematografia di Roma, coinvolgere giovani talenti, tutti nati sul finire dello scorso millennio. Abbiamo chiamato il progetto Made to move, born to rise e lo presenteremo stasera a Milano. Non volevamo inscenare una autocelebra- zione, ma una vera e propria festa della creatività e dell’osmosi tra arti. La moda come la intendiamo noi è una di queste: coglie o anticipa i desideri delle persone, non impone, dà loro strumenti per esprimersi e vivere al meglio le loro giornate.

Che indicazioni avete dato ai quattro registi, Paoli De Luca, Nicolò Folin, Gregorio Mattiocco e Sarah Nardocci?

L’obiettivo era lasciare che si esprimessero liberamente, concentrando in pochi minuti il racconto legato a una parte del percorso di Hogan. Hanno creato minifilm di circa tre minuti che, visti uno dietro l’altro, hanno la lunghezza di un cortometraggio. Il progetto comprende una parte più didascalica, con foto delle scarpe originali e tanti modelli d’epoca, la parte cinematografica deve permettere di sognare, più che di ragionare sul passato.

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