Storie Web domenica, Maggio 17

L’immagine, ormai storica, è quella di Jeff Bezos, Sundar Pichai, Elon Musk, Mark Zuckerberg e Tim Cook seduti in prima fila all’insediamento di Donald Trump. Ma l’occupazione del potere da parte delle Big Tech va ben oltre le foto simboliche: dalla moneta alla sicurezza nazionale, dalle libertà civili alla politica, le grandi aziende private di tecnologia hanno ormai accumulato un potere tale da scavalcare la sovranità dei governi in settori chiave della vita democratica, attuando uno strisciante “colpo di stato” che bisogna riconoscere e combattere. È questo l’allarme lanciato da Marietje Schaake, docente di politica internazionale presso lo Stanford Institute for Human Centered Artificial Intelligence e membro del Cyber Policy center dell’università Usa. Che sprona l’Europa a presidiare con le proprie istituzioni e le proprie imprese un fronte strategico al crocevia tra politica economica e libero mercato, tecnologia e valori democratici. A corroborare l’analisi è anche la sua passata esperienza di membro del Parlamento europeo in rappresentanza del partito liberale dei Paesi Bassi.

“Il colpo di stato delle Big Tech”, il suo ultimo libro, è uscito di recente anche in Italia (Franco Angeli editore). Ma le cronache offrono ogni giorno nuove evidenze del “colpo di stato”, tra le esternazioni social di Trump e l’avanzata pervasiva dei modelli di IA, i proclami politici e le offensive economiche dei leader della Silicon Valley, i rialzi dei tecnologici a Wall Street nonostante la guerra con l’Iran e i timori per i maxi investimenti. L’ultimo paradosso? Da qualche settimana lo stesso Trump sta pensando di regolamentare l’introduzione dei nuovi potentissimi modelli di intelligenza artificiale.

Le Big Tech, con i loro leader non eletti né democraticamente responsabili, esercitano ormai funzioni chiave tradizionalmente riservate agli Stati. Ci può dare alcuni esempi concreti?

Oggi vediamo queste potentissime aziende tecnologiche prendere decisioni che rispondono al loro interesse commerciale, ma allo stesso tempo incidono profondamente sull’interesse pubblico delle nostre società, sulla sicurezza nazionale, sulle libertà civili, sulla democrazia. Incluse, ad esempio, decisioni su operazioni difensive e offensive: se si considera che oggi i conflitti hanno spesso una componente digitale, le decisioni che queste aziende prendono sono cruciali. Un grande ambito di attività che tradizionalmente era monopolio dello Stato e dei servizi di intelligence.

Quali sono i rischi per le libertà civili?

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