Storie Web venerdì, Maggio 29

Cambia la data, non cambiano gli obiettivi. La Lega prova a ricompattarsi. La due giorni di “ritiro” inizialmente fissata per il 19-20 giugno è stata spostata il 4-5 luglio, probabilmente a Treviso. Il forfait dell’ex Doge Luca Zaia per la data iniziale (“per impegni precedenti”) ha portato a una scelta alternativa che consentisse l’incastro delle agende. Tutti convocati, dunque ministri, governatori, parlamentari e dirigenti «mettere a punto proposte e programmi» in vista delle elezioni politiche.

La necessità del rilancio e la concorrenza di Vannacci

C’è da rilanciare il partito sul territorio (e per questo la presenza di Zaia, Mr. 203mila preferenze alle ultime elezioni regionali in Veneto era imprescindibile) e c’è da frenare emorragia di consensi a favore dei futuristi di Roberto Vannacci. Il generale è ormai una spina nel fianco del Carroccio: cresce nei sondaggi (l’ultimo di YouTrend per SkyTg24 lo dà in crescita di un punto al 4,4% mentre la Lega è in calo di un punto al 5,9%) e sottrae parlamentari al Carroccio. L’ultima è stata Laura Ravetto, ex responsabile della Lega per le pari opportunità. Ma rumors di Palazzo danno per probabili ulteriori arrivi prima dell’assemblea costituente che Futuro Nazionale ha convocato a Roma il 13 e 14 giugno. Tanto che l’ambizione dichiarata, dopo la formazione della componente politica “Futuro nazionale Vannacci” nell’ambito del gruppo misto, è quella di creare un gruppo parlamentare alla Camera (servono 20 deputati, ma sono previste deroghe) .

Il caso Vigevano

A via Bellerio non si sottovalutano i campanelli d’allarme al Nord nelle ultime votazioni comunali. A Vigevano (dove il centrodestra si è presentato diviso), il candidato del Carroccio non è andato al ballottaggio, perdendo voti a vantaggio di quello sostenuto da Vannacci (quarto con oltre il 14%), tanto che il partito pavese è stato commissariato, ed è arrivato un veterano come Gianmarco Centinaio. A Venezia la lista leghista ha preso un terzo dei voti rispetto alle comunali precedenti.

Il disegno di legge di Vannacci sulla casa

E mentre su Europa e migranti Salvini deve comunque mediare con gli alleati di governo, Vannacci ha messo la freccia a destra e porta avanti le sue battaglie identitarie, dalla sicurezza alla remigrazione, sfidando sui contenuti il segretario della Lega. L’ultima iniziativa è quella si spingere sul terreno, popolarissimo, della casa. Così per “favorire la risoluzione” del problema alloggi in Italia, il generale punta a un ministero ad hoc con fondi, personale e uffici. Lo chiedono i 4 deputati di Futuro Nazionale nella loro prima proposta di legge. Un debutto che suona come uno sgarbo a Salvini. Il governo Meloni non ha infatti un ministero dedicato e la delega sulle questioni abitative è in mano proprio al segretario della Lega. Che l’ha esercitata, di recente, contribuendo al Piano casa varato a inizio maggio. La new entry si occuperebbe di riqualificazione urbana, housing sociale e sviluppo delle politiche abitative. Erodendo così funzioni, soldi e raggio d’azione al ministero delle Infrastrutture e sfidandolo su sfratti e case occupate mantra della narrazione salviniana.

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