In soffitta le cure obsolete
Intanto, tra le critiche di chi appunto avvisa che la lista “nasce già vecchia”, il ministero tira dritto: «Questo nuovo aggiornamento è un risultato storico – prosegue Schillaci – che risponde alla chiara volontà politica di intervenire sui Lea in tempi rapidi, assicurando alla sanità pubblica la capacità di tenere il passo con le innovazioni, che hanno valore solo se realmente accessibili davvero a tutti e senza dover attendere decenni. L’eliminazione delle prestazioni obsolete – conclude Schillaci – contribuirà, poi, a rafforzare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario, rendendolo ancora più resiliente nell’affrontare le nuove sfide di salute”.
L’aggiornamento dei Lea prevede come detto circa 800 fra nuovi servizi, prestazioni e terapie attraverso interventi di modifica, sostituzione e revisione delle voci precedenti. Si interviene, a esempio, nel campo della prevenzione, dell’oncologia, delle malattie rare e croniche.
Le principali novità
E’ il ministero a mettere in fila alcuni degli interventi più innovativi: l’adozione dello screening neonatale della Sma su tutto il territorio nazionale; l’ampliamento del programma di screening neonatale (Sne) che viene esteso a ulteriori otto patologie metaboliche e rare; l’introduzione di nuove prestazioni come i test prenatali non invasivi; nuovi esami per il controllo della gravidanza fisiologica a tutela della mamma e del nascituro.
Per le malattie croniche e invalidanti sono inserite nuove patologie e introdotte nuove esenzioni. Sono introdotte nuove malattie rare esenti e previsti “importanti aggiornamenti nella descrizione delle malattie o gruppi di malattie rare già presenti”, sottolineano dalla Salute.
In ambito oncologico, tra le novità ci sono l’inserimento di prestazioni per una migliore caratterizzazione del carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce, che consentirà di somministrare la terapia più efficace; l’avvio, a livello nazionale, di un programma di screening e di sorveglianza per la ricerca delle varianti patogenetiche dei geni Brca1 e Brca2 in donne familiari di casi affetti da tumore della mammella e/o dell’ovaio risultati positivi alle due varianti. Per le donne sane, ma risultate positive alle due varianti, si prevedono percorsi di sorveglianza attiva per consentire la diagnosi precoce del tumore della mammella e dell’ovaio (a esempio visite senologiche, ecografie, mammografie); l’aggiornamento delle prestazioni di radioterapia, prevedendo un unico percorso sia per la prestazione radioterapica sia per quelle preparatorie al trattamento.
Novità anche per la specialistica ambulatoriale, con l’inserimento di nuove prestazioni e la cancellazione di quelle ormai superate.











