Storie Web giovedì, Ottobre 8

L’inaugurazione

Durante la cerimonia d’inaugurazione il giardino storico del complesso è stato intitolato a papa Niccolò IV. «È un luogo magico dove gli ascolani potranno ascoltare il silenzio, leggere un libro, ascoltare la musica e rigenerarsi in pieno centro storico» ha spiegato il sindaco Fioravanti, aggiungendo che è stato deciso di presentare l’edificio «a nudo per mostrare il valore culturale, artistico e storico degli affreschi recuperati, oltre al restauro della fontana, dell’edicola e della coffee house».

In occasione della presentazione alla stampa dei lavori, il professor Stefano Papetti, direttore dei Musei Civici di Ascoli Piceno, ha sottolineato la grande rilevanza del patrimonio culturale riportato alla luce grazie ai restauri. L’intervento ha infatti consentito di recuperare importanti testimonianze storiche e artistiche. «Qui si sono unite una grande competenza tecnica, una straordinaria capacità operativa e la volontà di realizzare il tutto in tempi brevissimi» ha osservato Papetti.

I ritrovamenti e la chiesa del complesso

Papetti ha evidenziato il valore dei ritrovamenti emersi durante i lavori. «Tra questi – ha aggiunto – spiccano i grandi lavatoi in travertino interrati e visitabili, utilizzati prima dalle monache benedettine e poi dalla famiglia Saladini Pilastri, oltre a decorazioni che erano rimaste a lungo nascoste, come il grande salone affrescato con le storie di Sant’Egidio. I saggi e i restauri hanno inoltre permesso di svelare preziosi affreschi del Duecento e del Quattrocento, affiancati a tracce cinquecentesche, testimoniando oltre cinquecento anni di stratificazione storica».

Il professore ha poi definito la chiesa del complesso «di estrema bellezza e, insieme alla chiesa del Carmine, l’unica interamente barocca della città». Progettata e realizzata tra Seicento e Settecento, la struttura custodisce le suggestive tele del soffitto firmate da Ludovico Trasi e l’altare maggiore scolpito da Lazzaro Giosaffatti. «Si tratta di massimi esponenti della pittura e della scultura barocca ad Ascoli Piceno. Un recupero d’eccellenza – ha concluso – che unisce rigore scientifico, valore identitario e nuova fruibilità per la comunità».

La storia del palazzo

Il palazzo è stato fondato nel XVI secolo in un’area precedentemente occupata da un monastero di suore benedettine e si sviluppa per circa 119 metri lungo corso Mazzini. L’edificio presenta una possente facciata in travertino dai caratteri neoclassici e a nord si affaccia su un giardino all’italiana di quasi 9mila metri quadrati che ospita anche una cappella privata esagonale e un lavatoio parzialmente interrato. Il complesso comprende anche un chiostro, delle stalle, magazzini e locali di servizio.

Condividere.
Exit mobile version