Storie Web giovedì, Maggio 14

Il nome viene da Tucidide, lo storico ateniese che raccontò la Guerra del Peloponneso non come un semplice scontro isolato, ma come il risultato di una trasformazione strutturale degli equilibri di potere nel mondo greco. Dopo le guerre persiane, Atene era cresciuta come potenza navale, economica e imperiale. Sparta, tradizionale potenza terrestre, cominciò a vedere quell’ascesa come una minaccia diretta. Il punto essenziale, nella formula attribuita a Tucidide e ripresa da Allison, è che fu la crescita della potenza ateniese e la paura provocata a Sparta a rendere il conflitto sempre più probabile.

Allison non sostiene che la guerra tra Stati uniti e Cina sia inevitabile, ma che la combinazione tra ascesa cinese, timore americano, nazionalismi interni, dispute territoriali, competizione tecnologica e pressione politica rischia di creare una situazione ad alto rischio se non viene gestita con una diplomazia costante e attenta.

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Xi quindi fa un riferimento preciso. Pechino vuole presentare la propria ascesa non come una minaccia, ma come un processo che Washington dovrebbe accettare senza tentare di contenerlo. Gli Stati uniti, al contrario, vedono nella Cina una sfida sistemica: industriale, tecnologica, militare e ideologica. La “trappola”, dunque, non è un meccanismo automatico della storia, ma il rischio che ciascuna parte interpreti le mosse dell’altra nel modo più ostile possibile, finendo per confermare le proprie paure e quindi reagendo.

Il richiamo a Tucidide serve anche a dare profondità storica a un vertice che si svolge in una fase di forte turbolenza internazionale. Taiwan resta il punto più sensibile del confronto strategico. «La questione di Taiwan è il tema più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti», ha detto Xi al summit, secondo quanto ha riportato l’agenzia ufficiale Xinhua. Secondo il presidente cinese, se il dossier sarà gestito correttamente, i rapporti tra i due paesi potranno mantenere una stabilità complessiva. “Se non sarà gestito correttamente, i due paesi potrebbero scontrarsi o persino entrare in conflitto, spingendo l’intera relazione Cina-Stati Uniti in una situazione molto pericolosa”, ha affermato Xi.

Allison ha parlato della trappola di Tucidide già nel 2015, in occasione dell’incontro tra l’allora presidente americano Barack Obama e lo stesso Xi Jinping durante la prima visita di Stato del presidente cinese negli Stati Uniti. Lo storico americano già teorizzava una probabile guerra nel decennio a venire tra le due potenze. Negli ultimi 500 anni, in 12 dei 16 casi passati in cui una potenza emergente si è scontrata con una potenza dominante, il risultato è stato uno spargimento di sangue, ragionava Allison. Che citava la Prima Guerra Mondiale come monito: nel 1914, pochi potevano immaginare una carneficina di tale portata da richiedere una nuova categoria: la guerra mondiale. «Quando il conflitto terminò quattro anni dopo, l’Europa giaceva in rovina: il Kaiser era morto, l’Impero austro-ungarico si era dissolto, lo zar russo era stato rovesciato dai bolscevichi, la Francia aveva sanguinato per una generazione e l’Inghilterra era stata privata della sua gioventù e delle sue ricchezze. Un millennio in cui l’Europa era stata il centro politico del mondo si è concluso bruscamente», ha scritto Allison sull’Atlantic. Le uniche volte in cui potenza emergente e potenza egemone sono riuscite ad evitare la guerra sono state quando entrambe le parti, lo sfidante e lo sfidato, hanno operato enormi e dolorosi aggiustamenti di atteggiamento e di azione.

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