Il tumore del colon che colpito e ucciso Igor Protti è il secondo tumore per incidenza ed è ai primi posti sia nei maschi che nelle femmine. La ricerca avanza ma ancora oggi l’arma più efficace contro questo big killer resta la prevenzione.
Numeri allarmanti
Secondo le stime che ogni anno vengono diffuse nel rapporto “I numeri del cancro”, nel 2023 le nuove diagnosi di tumore del colon-retto sono state circa 50mila, numero inferiore solo ai nuovi casi di cancro al seno (circa 55.900). Nonostante le diagnosi siano in aumento, l’adesione allo screening è molto, troppo bassa: 7 persone su 10 non si sottopongono ad una visita di controllo.
Il tumore del colon-retto
“La patologia ha origine quasi sempre da polipi adenomatosi che impiegano mediamente tra i 7 e i 15 anni per trasformarsi in forme maligne” afferma Luigi Ricciardiello, docente di gastroenterologia all’università di Bologna e ricercatore Airc. “È in questa finestra temporale che lo screening preventivo consente di fare una diagnosi precoce e agire da salvavita”.
La diagnosi precoce
Si esegue con un esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci: è offerto gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale sopra i 50 anni e si ripete ogni due anni. Se la ricerca del sangue occulto fosse positiva, “il paziente viene invitato sempre gratuitamente a eseguire l’accertamento di secondo livello, che è la colonscopia.
Aumento dei casi tra i giovani
Negli ultimi anni diversi studi stanno segnalando una maggiore frequenza dei casi di tumore del colon anche in un’età non attesa prima, fra persone più giovani, tanto che si sta ipotizzando di abbassare l’età di inizio dello screening a 45.
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