Nelle ore successive all’attentato sono emerse anche indiscrezioni sulle vittime. Il quotidiano online russo Vyorstka, citando una fonte vicina alla direzione del ristorante, riferisce che la figlia del generale sarebbe rimasta ferita. Diversi altri media sostengono inoltre che il genero di Chaiko sia morto nell’esplosione, ma anche questa informazione non ha ancora ricevuto conferme ufficiali.
Le accuse di Mosca e la replica dell’Italia
Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha assicurato che gli autori dell’attentato saranno individuati e puniti. L’ambasciata russa in Italia si è spinta oltre, attribuendo direttamente la responsabilità ai “terroristi ucraini” e sostenendo che l’attacco fosse finalizzato anche a intimidire gli italiani presenti in Russia. Secondo la rappresentanza diplomatica, soltanto il tempestivo intervento dell’addetto alla sicurezza avrebbe evitato una strage ancora più grave, salvando anche lo chef napoletano Carmine Alfieri e il personale del ristorante.
Una ricostruzione respinta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. “È una balla colossale. Perché gli ucraini dovrebbero intimidire gli italiani? Semmai potrebbero essere i russi a intimidire gli italiani visto che noi sosteniamo l’Ucraina”, ha dichiarato Tajani.
L’attentato si inserisce in una fase di intensificazione delle operazioni oltre la linea del fronte. Nelle stesse ore la Russia ha denunciato nuovi attacchi ucraini con missili e droni nelle regioni di Belgorod, Saratov, Udmurtia e Samara, oltre alla caduta di un drone nelle vicinanze della centrale nucleare di Zaporizhzhia, senza danni agli impianti. Kiev, dal canto suo, ha riferito di nuovi bombardamenti russi nell’area di Kiev.
Al di là delle accuse reciproche, restano ancora senza risposta le domande centrali: chi fosse il reale bersaglio dell’attentato, chi lo abbia organizzato e se dietro l’operazione vi sia effettivamente un coinvolgimento dei servizi ucraini oppure un’altra matrice.











