Non c’è carriera abbastanza lunga da consentire di evitare lo scoglio di settembre. Il rientro dalla vacanze ogni volta sembra segnare un punto di svolta e un nuovo inizio. Rispetto al passato, però, l’ansia da ufficio e il cosiddetto post vacation blues si risolvono più velocemente: la percezione di sentirsi disorientati dopo le vacanze viene indicata da uno psicologo su cinque ed è una parentesi breve. Il 65,6% dice che in poco tempo viene raggiunto un nuovo equilibrio.
L’aumento delle richieste di supporto psicologico
La società che offre servizi psicologici online UnoBravo che conta su una rete di 9.500 professionisti, rileva che circa il 70% degli psicologi con cui collabora, in settembre, vede un significativo aumento delle richieste di avvio di un percorso psicologico. Nello stesso tempo, però, un professionista su 3 osserva un abbandono dopo poche sedute da parte dei nuovi pazienti.
Le ragioni
Pur essendo per molti il tema che drena le maggiori energie in settembre, il lavoro non è al primo posto tra le ragioni che spingono a intraprendere un percorso di affiancamento al rientro dalle vacanze. Gli psicologi indicano altre priorità alla base dei nuovi percorsi. In primo luogo ci sono le relazioni affettive e personali indicate dal 31%, seguite dalle transizioni di vita (24,4%). Il rientro al lavoro figura solo al terzo posto (17,3%).
Il supporto psicologico non va in ferie
Le ferie coincidono sempre meno con lo stacco dai percorsi psicologici. Oltre un terzo (35,5%) degli psicologi dice che i pazienti di lungo corso, ossia quelli che sono dentro un percorso di supporto psicologico da più di 6 mesi, chiedono espressamente di continuare le sedute anche durante il periodo estivo. Più di 1 paziente su 2 ha bisogno di mantenere una routine consolidata e una continuità nell’alleanza terapeutica, vista come uno “spazio sicuro” da proteggere anche in vacanza. Sono sempre più i pazienti che «chiedono di non interrompere le sedute in estate. Per alcuni la seduta può diventare un punto di riferimento anche in un periodo che, pur associato al riposo, comporta comunque cambi di routine e minore prevedibilità», spiega Corena Pezzella, piscoterapeuta e Clinical Manager di Unobravo. La pausa estiva per chi è dentro un percorso consolidato non disincentiva a continuarlo: circa il 92% degli psicologi segnala che le interruzioni dei percorsi già avviati riguardano solo una minima parte dei pazienti e almeno in un caso su 4 l’interruzione rappresenta un passaggio del tutto fisiologico che coincide con la conclusione del percorso.











