Storie Web venerdì, Ottobre 9

Nel 2025 le famiglie italiane hanno speso una media di 2.782 euro al mese, tra alimenti, abbigliamento, igiene personale, visite mediche, carburante e viaggi. I numeri dell’anno scorso rimangono pressoché invariati rispetto ai valori del 2024 (+27 euro), considerata anche l’inflazione – che pesa per l’1.6% se calcolata tramite l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) –. Eppure, quasi un terzo delle famiglie ha limitato la spesa destinata al cibo, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’analisi annuale svolta dall’Istat sulla spesa media mensile delle famiglie per consumi consente di conoscere e seguire l’evoluzione, da un punto di vista qualitativo e quantitativo, degli standard di vita e dei comportamenti di consumo delle principali tipologie familiari, in riferimento ai differenti ambiti territoriali e sociali. Dato che la distribuzione dei consumi è «asimmetrica e più concentrata nei livelli medio-bassi», la maggioranza delle famiglie spende un importo inferiore al valore medio. E per questo, il valore mediano – il livello di spesa per consumi che divide il numero di famiglie in due parti uguali – è più basso di quello medio ed è pari a 2.338 euro.

In che cosa spendono – e non – le famiglie italiane

Nel 2025 le famiglie hanno speso più soldi per acquistare prodotti alimentari e bevande analcoliche rispetto all’anno precedente: 552 euro mensili contro 533. Questi 19 euro di differenza sono anche dovuti all’aumento dei prezzi del 3% – variazione su base annua dell’Ipca –. Di conseguenza, sale al 19,8% la quota di spesa totale destinata alla categoria (contro il 19.3% del 2024). Tra gli alimenti che più sono rincarati ci sono il caffè (+14,6%), l’acqua (+8,3), il pesce (+7,8%), gli oli e i grassi (+6,7%), i tè e gli infusi (+6,7%), la carne (+5,4%), il latte e gli altri prodotti lattiero-caseari e le uova (+4,2%). Se la spesa per la categoria degli alimentari è cresciuta, poco meno di un terzo delle famiglie ha dichiarato di aver limitato l’acquisto di cibo e poco più di un terzo ha fatto lo stesso con le bevande. La parsimonia nelle spese si è tradotta in quantità e/o qualità più basse dei prodotti aggiunti al carrello.

Rimane stabile la spesa non alimentare, pari in media a 2.230 euro mensili e a poco più dell’80% della spesa totale. Abitazione, acqua, elettricità, trasporti, gas e altri combustibili si confermano le voci che esercitano un peso maggiore sul bilancio familiare. Seguono le spese per la ristorazione e gli alloggi e quelle per i beni e i servizi per la cura della persona.

Le famiglie si impegnano a spendere di meno, invece, nell’abbigliamento e nelle calzature, così come nei viaggi e nei carburanti. Anche la sfera della cura e dell’igiene personale risente dei tagli, visite e controllo medici inclusi.

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