L’Esercito di liberazione nazionale (Eln) colombiano ha rilasciato mercoledì 17 giugno due agenti della polizia giudiziaria, rapiti il 20 luglio del 2025 nella città di Tame. Altri due funzionari della procura restano nelle mani dell’organizzazione guerrigliera, di stampo marxista-leninista, dichiarata organizzazione terroristica dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti.
Apertura al dialogo
La liberazione arriva a quattro giorni dal ballottaggio per le elezioni presidenziali, in programma per domenica 21 giugno. «L’Eln sarà sempre disponibile per chiunque arrivi alla Casa de Nariño (palazzo presidenziale, ndr) e inviti al dialogo. Altrimenti, continueremo nello scontro», ha affermato Yerson, nome utilizzato dal comandante del Fronte di Guerra Occidentale del gruppo.
La posizione dei candidati
Lo scontro è tra il progressista Iván Cepeda, che ha raggiunto il 40,9% al primo turno, e l’avvocato conservatore Abelardo de la Espriella, in testa con il 43,7%. Cepeda ha dichiarato di voler dialogare con il gruppo ribelle, a patto che questo rispetti i diritti dei leader comunitari e delle aeree sotto il loro controllo.
L’attuale presidente Gustavo Petro, in carica dal 2022, aveva aperto il dialogo con l’Eln. Tuttavia, i contatti sono stati bloccati nel 2025, dopo una serie di attacchi nel nord est della Colombia, che hanno costretto più di 56mila persone a lasciare la propria abitazione.
De la Espriella, invece, nega qualsiasi apertura, affermando di voler cancellare dialoghi di pace tra il governo e gruppi militari armati.







