Storie Web martedì, Luglio 7

Claude Cowork lascia la scrivania e arriva sullo smartphone. Anthropic estende il suo assistente intelligente a mobile e web, eliminando uno dei principali limiti della prima versione: fino a oggi era necessario avere il computer acceso con l’app desktop in funzione. Da ora l’agente lavora direttamente nel cloud dell’azienda e segue l’utente da un dispositivo all’altro, mantenendo sessioni, documenti e progetti sincronizzati. Il debutto è in versione beta per gli utenti Max, mentre la distribuzione agli altri piani avverrà nelle prossime settimane.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il passaggio è meno banale di quanto sembri. Non si tratta semplicemente di portare un chatbot sul telefono. Anthropic sta trasformando Claude in un agente che continua a lavorare anche quando il computer è spento. Le attività possono essere programmate e vengono eseguite nei server dell’azienda, senza che sia necessario lasciare acceso un dispositivo personale. È un cambio di paradigma. L’intelligenza artificiale non aspetta più davanti allo schermo insieme all’utente. Continua a lavorare dietro le quinte e torna a chiedere attenzione soltanto quando serve una conferma prima di completare un’operazione.

È un’evoluzione che avvicina l’AI a un collaboratore piuttosto che a un semplice motore di risposte. Anthropic ha anche deciso di unificare chat e Cowork in un’unica interfaccia. Conversazioni, progetti e artefatti condividono lo stesso ambiente di lavoro. Un modo per eliminare il confine tra il dialogo con l’assistente e l’esecuzione concreta delle attività.

La società accompagna il lancio con un dato interessante. Secondo una nuova analisi sull’utilizzo di Claude Cowork, oltre il 90% delle attività riguarda il cosiddetto knowledge work, il lavoro della conoscenza. Analisi di documenti, ricerche, sintesi, organizzazione di informazioni e produzione di contenuti superano nettamente lo sviluppo software, che finora era considerato il terreno naturale degli assistenti basati su modelli linguistici. È un’indicazione del mercato. La vera partita dell’intelligenza artificiale non si gioca soltanto tra programmatori, ma negli uffici dove si producono report, presentazioni, contratti e decisioni.

Cosa cambia nella competizione con Openai, Google e gli altri Big dell’AI?

La mossa di Anthropic arriva mentre la competizione tra i grandi laboratori di AI si sposta dai chatbot agli agenti. La differenza è sostanziale. Un chatbot risponde a una domanda. Un agente riceve un obiettivo e prova a raggiungerlo autonomamente, pianificando una sequenza di azioni.

Condividere.
Exit mobile version