Storie Web giovedì, Aprile 16

Il chinotto, la gassosa, la limonata. C’è un pezzo d’Italia che si beve, e che gli italiani non hanno mai smesso di amare. Anzi, lo rivendicano: per 8 consumatori su 10 le bevande analcoliche meritano addirittura di essere riconosciute come ambasciatrici del gusto tricolore nel mondo. È la fotografia scattata dall’indagine “Consumo e percezione delle bevande analcoliche in Italia”, realizzata da AstraRicerche per Assobibe – l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese del comparto – su un campione di 1.004 intervistati tra 18 e 70 anni, condotta in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.

Il 71% apprezza le bevande della tradizione

Secondo l’indagine il settore delle bevande analcoliche – che vale quasi 5 miliardi ma che sta attraversando un momento complesso, come per molti altri di largo consumo, ma su cui incombe anche il pericolo della sugar tax – non è un comparto qualunque: per gli italiani è un patrimonio culturale, prima ancora che industriale. Il 71% degli intervistati dichiara di apprezzare in modo particolare le bevande della tradizione – chinotti, gassose, limonate – e oltre la metà è convinto che questi prodotti siano apprezzati all’estero (58%), rappresentativi dello stile italiano (54%) ed eccellenze riconosciute nel mondo (53%). Numeri che dicono molto di un settore che conta 80 aziende e 100 stabilimenti distribuiti su tutto il territorio nazionale.

A sostenere questa vocazione internazionale ci sono, secondo i consumatori, tre punti di forza principali: la centralità dell’aperitivo come rito apprezzato globalmente (38%), la qualità delle materie prime dell’agricoltura italiana (38%) e il gusto distintivo (34%). Tutti valori che tra i Millennials risultano particolarmente sentiti. Ingredienti tipici del territorio, come gli agrumi siciliani e le erbe alpine, poi incontrano il favore di 7 italiani su 10.

Emozioni in bottiglia per quasi 8 italiani su 10

Chiedere a un italiano cosa evoca una bibita analcolica significa aprire un archivio di ricordi. Stando al sondaggio, per il 76% questi prodotti rimandano all’estate e alle vacanze, per il 68% ai momenti con gli amici, per il 57% ai piccoli piaceri quotidiani. Ma è forse il dato più intimo a rivelare meglio la profondità di questo legame: per oltre 1 italiano su 2 (51%) le bevande analcoliche sono associate ai ricordi d’infanzia. A evocare di più sono cole e aranciate – citate da 1 consumatore su 3 – seguite da aperitivi (22%) e gassosa (21%), quest’ultima soprattutto tra i più senior. Tra la Gen Z, invece, sono gli energy drink a occupare quello spazio emotivo (22%).

Sul fronte dei consumi, cole (29%) e tè freddi (23%) si confermano tra i prodotti più scelti. Le caratteristiche ritenute fondamentali sono il gusto (91%) e la capacità dissetante (86%), ma per più di 6 italiani su 10 conta anche l’origine italiana del prodotto.

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