Ventiquattro anni, una passione per le armi condivisa con il padre, idee ultranazionaliste e nessun precedente penale.
Sono le prime informazioni che emergono su Michał Oksiński, il giovane polacco che sabato 7 novembre ha aperto il fuoco sulla folla nel centro storico di Cracovia, uccidendo sei persone e ferendone numerose altre.
Originario della regione di Świętokrzyskie, viveva con i genitori e la sorella a Ostrowiec Świętokrzyski, circa 150 chilometri da Cracovia. Aveva frequentato un istituto professionale, dove aveva studiato per diventare tornitore.
I vicini lo descrivono come un ragazzo tranquillo, taciturno, poco incline a socializzare. Aveva un regolare porto d’armi e frequentava un poligono di tiro insieme al padre.
Dal suo passato emergono anche episodi inquietanti. Secondo la testimonianza di un’ex compagna di scuola, raccolta dalla radio polacca Eska, durante le lezioni disegnava persone impiccate e attacchi armati contro le scuole, raffigurando talvolta se stesso nei panni dell’aggressore. Racconti che gli investigatori dovranno valutare per ricostruire il suo profilo.

