Tredici anni, 29 proposte di legge cadute nel vuoto e anche la 3oesima, che giace in Parlamento, rischia di fare la stessa fine. Dal 2013 sul tema dei caregiver familiari tutte le iniziative legislative che si sono susseguite – proposte dalle più variegate forze politiche – si sono puntualmente arenate.
Al termine del Consiglio dei ministri del 12 gennaio scorso, è stata annunciata l’approvazione dell’ennesimo Ddl sui caregiver e l’avvio dell’iter parlamentare con «procedura d’urgenza» per far seguire al provvedimento un percorso accelerato. Al momento la proposta è ancora all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera, che in questi mesi ha discusso sporadicamente dell’argomento in “ben” 8 riunioni, l’ultima l’8 luglio conclusa con un rinvio a data da destinarsi. Chissà se e quando il Ddl approderà in Aula per l’approvazione finale. Arriverà prima della fine della legislatura? Intanto, chi si prende cura dei familiari fragili attende.
Eppure settembre è ormai alle porte. Nel testo del Ddl è previsto che dal primo ottobre gli utenti potranno inserire le istanze in una piattaforma informatica che l’Inps preparerà e metterà a disposizione con 1,15 milioni di euro appositamente stanziati. E una volta definita la platea degli aventi diritto l’erogazione effettiva del contributo è prevista dal 2027, con decorrenza dal giorno di presentazione della domanda.
Ma già alla fine del Consiglio dei ministri del gennaio scorso si era capito che l’iter non era nato sotto una buona stella. Il via libera era arrivato con qualche frizione nel Governo, trapelata dalle dichiarazioni della ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che aveva proposto il provvedimento e non era completamente soddisfatta. Uno dei punti di mancata soddisfazione, che la stessa ministra aveva subito sottolineato, «è l’Isee troppo basso, il che significa che ci sarà una platea troppo ristretta che potrà usufruire del contributo». È infatti previsto un ristoro fino a un massimo di 400 euro al mese a coloro che assistono un parente per almeno 13 ore al giorno (pari a 91 ore a settimana), a patto che abbiano un Isee annuo non superiore a 15mila euro. Le risorse stanziate per il prossimo triennio sono pari a 257 milioni di euro annui e l’entità esatta del contributo dipenderà dal numero di domande.
Considerando il tetto massimo di 400 euro al mese, a regime potranno essere potenzialmente soddisfatti come minimo 53.500 caregiver. Ma come riporta il testo di accompagnamento al Ddl preparato dallo stesso Governo, il numero dei caregiver in Italia è stimato in 7,8 milioni, ma tenendo presente che l’atteso beneficio è attribuito a chi presta almeno 91 ore settimanali e con un Isee così basso, la platea si dovrebbe restringere a 62.333 caregiver. E con questi numeri l’aiuto statale scenderebbe in media a 343 euro al mese. Poco e per poche persone, comunque meglio di niente. Ma chissà quanto bisognerà attendere.
