La sfida si inserisce nella crisi demografica della Sicilia interna. Nei materiali di presentazione vengono richiamati i dati Istat secondo cui, tra il 2019 e il 2026, l’Isola ha perso 96.328 residenti tra i 18 e i 35 anni, con una riduzione del 9,6% della popolazione giovanile. A questa emorragia si aggiunge la fuoriuscita di competenze verso il Centro-Nord.
Il progetto è ideato da Empeeria, promosso da Sosvima e sostenuto da una rete istituzionale che comprende il ministero delle Imprese e del Made in Italy, Enit, i Comuni di Castelbuono e Collesano e la rete dei Borghi più belli d’Italia in Sicilia. Non vuole però limitarsi ad attirare nuovi consumatori o presenze turistiche.
Co-living e rischio gentrificazione
Uno dei nodi affrontati è il rischio di gentrificazione. L’arrivo di professionisti con redditi più elevati può far crescere affitti e costo della vita, rendendo i piccoli centri meno accessibili ai residenti. Per evitarlo viene proposta la formula del “co-living consapevole”: un Local Host coordinerà camere, spazi di lavoro e servizi a tariffe calmierate, con l’obiettivo di distribuire i benefici senza alimentare dinamiche speculative.
«L’accoglienza dei nomadi digitali non deve tradursi in gentrificazione, ma in un’opportunità Win-Win-Win in cui l’innovazione genera valore permanente per i residenti, le imprese locali e chi sceglie di vivere il territorio», afferma Tony Cirnigliaro, fondatore e direttore esecutivo di Empeeria.
Al centro c’è un patto di reciprocità: chi viene ospitato non sarà soltanto un visitatore, ma metterà a disposizione competenze e attività formative per giovani, artigiani e imprese locali nei campi del marketing, della digitalizzazione e dell’innovazione. L’obiettivo è fare in modo che il valore generato non si esaurisca nei pernottamenti e nei consumi, ma produca collaborazioni e opportunità durature.
