Storie Web giovedì, Maggio 7

Il caso Claudia Conte potrebbe arrivare in Tribunale dopo la denuncia del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi contro il sito Dagospia per la «continuativa, massiva, seriale e persistente campagna diffamatoria». La querela è stata presentata nei giorni scorsi alla Procura di Roma dal suo legale Roberto De Vita. Il direttore responsabile Roberto D’Agostino potrebbe essere chiamato a rispondere del reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa.

La denuncia depositata

La vicenda della relazione extraconiugale tra Piantedosi e la scrittrice e giornalista Claudia Conte passa per vie legali dopo la querela depositata da Roberto De Vita, l’avvocato del titolare del Viminale.

Secondo quanto trapelato, questa mossa sembrerebbe avere come obiettivo quello di stimolare i magistrati a indagare sui presunti responsabili dietro l’esplosione del caso, che avrebbero mirato a «ledere gravemente la reputazione e l’integrità personale, professionale ed istituzionale» del ministro. I legali contestano al sito diretto da D’Agostino di aver accusato Piantedosi di «ottenere illegittimamente incarichi pubblici anche retribuiti ed altre munificenze pubbliche» a beneficio della 34enne.

La risposta di Dagospia

Dagospia si è difesa dicendo di aver «fatto il suo mestiere» e che il loro è «solo giornalismo» e ha rilanciato: «Dovrebbe essere Piantedosi a chiarire il perimetro di una relazione extraconiugale mai smentita, per fugare dubbi e ombre».

Le parole del legale

Il legale di Piantedosi, De Vita, ha spiegato che la decisione di querelare il direttore è stata presa «in relazione alla continuativa, massiva, seriale e persistente campagna diffamatoria, fatta di insistenza narrativa e amplificazione progressiva». Per De Vita, il sito avrebbe pubblicato «oltre 50 unità comunicative nell’arco di poche settimane tra articoli, rilanci, flash, citazioni indirette, foto didascalie e post della testata Dagospia e dei social ad essa riferibili, che con incessanti ed infondate affermazioni, insinuazioni e allusioni ha attribuito al ministro Piantedosi di aver fatto ottenere illegittimamente incarichi pubblici anche retribuiti ed altre munificenze pubbliche alla dottoressa Claudia Conte». Il risultato sarebbe quello di «aver ingenerato nella opinione pubblica la convinzione di aver asservito la propria funzione istituzionale a presunti interessi personali, così ledendo gravemente la reputazione e l’integrità personale, professionale ed istituzionale».

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