L’ascesa dei prezzi delle case in Italia non accenna ad arrestarsi, al contrario potrebbe accelerare. A pesare è ancora la scarsa disponibilità di offerta immobiliare in particolare nei centri urbani più grandi, nei loro hinterland e nelle città metropolitane dove la pressione abitativa è maggiore a causa dell’arrivo di studenti fuori sede, lavoratori in mobilità e – in alcuni specifici casi – anche dell’espansione degli affitti brevi dove i flussi turistici sono più sostenuti. È qui che l’aumento dei valori immobiliari – complici salari al palo ormai da diversi anni – rende sempre più complesso l’accesso a una casa.
I numeri
Secondo il quarto osservatorio sull’abitare di Scenari Immobiliari con Abitare.Co, di cui Il Sole 24 Ore può anticipare un estratto, nel corso del 2025 i prezzi delle abitazioni in Italia sono aumentati di circa il 3,1% e potrebbero salire ulteriormente toccando il +4% alla fine del 2026. La crescita più consistente riguarda gli immobili di nuova costruzione, una quota ancora ridotta del parco immobiliare nazionale soprattutto fuori dalle grandi città: qui le percentuali di crescita si attestano al +6,5% nel 2025, con una stima che raggiunge quasi il +7% nel 2026. Nonostante il trend in salita dei prezzi al mq, il numero di compravendite chiuse lo scorso anno in Italia descrive un settore in buona salute, confermando ancora una volta l’andamento tendenzialmente positivo dei volumi iniziato nel corso del 2014 e interrotto solo dalla contrazione del 2023 riconducibile agli elevati tassi di interesse a seguito della fiammata inflazionistica.
Nel 2025 le transazioni sono cresciute del 7%, raggiungendo quota 770 mila. Stando al rapporto di Scenari Immobiliari, il percorso intrapreso potrebbe essere in grado di riportare le compravendite ai livelli raggiunti prima della crisi finanziaria della seconda metà del 2000 già a partire dalla fine dell’anno in corso. Nel corso del 2026, le compravendite infatti dovrebbero salire ancora di altre 50 mila unità, raggiungendo le 800 mila transazioni complessive (+4%). I numeri sul mercato residenziale italiano raccontano anche un crescente interesse da parte di fondi, investitori e operatori che stanno tornando a comprare, sviluppare e trasformare immobili destinati all’abitare. Una platea di attori su cui il terzo pilastro del Piano Casa del governo vuole puntare cercando però di ampliare l’offerta dei progetti a canoni calmierati. Nel 2025 gli investimenti nel living sono cresciuti del 40% (a 950 milioni) raddoppiando la media nazionale del comparto. E ora le stime per il 2026 guardano a un’ulteriore crescita a quota 1,2 miliardi. Aumentano le operazioni su multifamily e nuove formule abitative, sia in vendita sia in locazione.
Investimenti indiretti
Oltre agli investimenti diretti crescono quelli indiretti: riconversioni di hotel, uffici o immobili commerciali che cambiano destinazione d’uso trasformandosi in case. Queste operazioni potrebbero aver generato ulteriori 470 milioni di investimenti nel 2025, portando il living a superare quota 1,4 miliardi (con quasi 700 milioni destinati a future abitazioni in vendita).










