La Società infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 (Simico) entra nel Piano casa. Il decreto approvato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri, infatti, le attribuisce un ruolo centrale nella prima gamba del piano, quella dedicata all’edilizia residenziale pubblica: la società avrà il compito di coadiuvare il commissario straordinario del Governo nell’attuazione di tutte le misure collegate alle case popolari.
L’edilizia popolare e sociale
I binari sui quali si muove la parte del Piano casa dedicata all’edilizia residenziale pubblica e sociale sono due. Da un lato, ci sono le manutenzioni: il ministero delle Infrastrutture attiverà le risorse necessarie a garantire l’adeguamento di circa 60mila alloggi in tutta Italia. Sono quelli attualmente inagibili, che secondo gli obiettivi del Mit dovranno essere ristrutturati entro un anno. In tutto 1,7 miliardi di euro che andranno in un Fondo ad hoc gestito da Invitalia. Dall’altro lato, però, c’è anche una sezione dedicata all’edilizia sociale, cioè la riqualificazione di immobili pubblici esistenti da destinare a soggetti deboli che non accedono alle case popolari, come studenti, giovani coppie o lavoratori (si veda articolo a fianco). Qui le risorse saranno di più, circa 4,3 miliardi già stanziati per la rigenerazione urbana e in pancia agli enti locali. In tutto quindi circa 6 miliardi di euro destinati anche a questo tipo di immobili che saranno individuati attraverso una mappatura.
Il ruolo di Simico
Su questo doppio fronte agirà, insieme al Commissario straordinario, anche Simico. «Per l’esercizio dei propri compiti», infatti, il commissario «si avvale» anche della società infrastrutture Milano Cortina, come spiega il provvedimento. Si tratta di un cambiamento di pelle per la società, che oltre a gestire la realizzazione degli impianti sportivi per le Olimpiadi invernali, si sta ancora occupando di alcune opere infrastrutturali di grande rilievo, ancora da realizzare. Tra queste ne spiccano due: la variante di Longarone e quella di Cortina, del valore complessivo di quasi un miliardo. Nessuna delle due è stata completata e, anzi, entrambe richiedono tempi ancora lunghi. Potrebbero essere chiuse entro il 2033, ma regnano molte incertezze. Anche in Lombardia le opere più costose non saranno pronte a beve, e hanno costi sostenuti. Ecco gli esempi principali: la variante di Trescore-Entratico, del valore di 48 milioni di euro, potrebbe essere completata nel 2029; la tangenziale di Sondrio, del valore di 43,5 milioni, sarà pronta nell’ottobre 2027; la variante di Vercurago, che vale ben 253 milioni, è stata posticipata per rischi idrogeologici. A queste opere stradali si aggiunge l’intervento che prevede la soppressione dei passaggi a livello insistenti sulla strada statale 38, relativi alla linea ferroviaria Sondrio Tirano: un’opera da 66 milioni che dovrebbe essere pronta ad aprile 2027.
Fondo per morosità incolpevole
Sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica vale la pena di ricordare che il decreto sul Piano casa introduce un Fondo rotativo di garanzia per sostenere gli inquilini delle case popolari in difficoltà. La misura punta a coprire il rischio di mancato pagamento dei canoni e anche il deposito cauzionale, nei casi in cui la morosità derivi da cause non imputabili al conduttore. La dotazione iniziale è pari a 22 milioni di euro per il 2026 e 20 milioni per il 2027, con risorse alimentate anche da una quota dei canoni versati dagli stessi assegnatari.
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