Quarto decreto accise per limitare l’impatto della corsa dei carburanti sulle tasche degli italiani. Misure per l’ex Ilva, e per la messa in sicurezza e indennizzi per Niscemi. Infine, sul piano fiscale, la proroga al 20 o al 31 luglio dei versamenti in scadenza al 30 giugno per le partite Iva obbligate agli Isa. Ma per chi paga entro un mese dalla scadenza la maggiorazione è dello 0,8% (e non dello 0,4%). Sono le soluzioni attese sul tavolo del Consiglio dei ministri. La riunione del governo è convocata per le 19:00 di oggi, venerdì 22 maggio.
«Sono partito per Cipro con un quadro già delineato che si sta ulteriormente definendo. Credo che si andrà a un decreto legge domani (oggi, venerdì 22 maggio, ndr». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dal Festival di Trento, parlando del testo che approderà nelle prossime ore sul tavolo del Cdm.
Nel decreto, ha anticipato il responsabile del Mef, «prevediamo interventi che andranno incontro, ad esempio, agli autotrasportatori e trasporto pubblico locale con il taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno», ma aggiunge a domanda «si potrebbe prorogare». Tra le altre cose, «ci sarà poi anche un intervento per garantire il proseguimento delle attività dell’ex Ilva».
Per quanto riguarda i carburanti, l’ipotesi emersa nelle ore precedenti alla riunione dell’esecutivo è quella di una proroga del taglio delle accise su gasolio e benzina fino alla prima settimana di giugno. Inoltre si andrebbe verso sostegni agli autotrasportatori e al trasporto pubblico locale. Queste soluzioni dovrebbero entrare in un decreto legge.
Misure per l’ex-Ilva
Giorgetti ha aggiunto che ci sarà anche un provvedimento a favore dell’ex-Ilva. «Credo che si andrà a un decreto legge domani sera – ha detto Giorgetti». Da quanto trapela, si tratta dell’ampliamento del prestito ponte da 149 milioni concesso a fine aprile per permettere all’azienda di andare avanti. I soldi però bastano solo fino a fine giugno, e il governo intende sfruttare l’elasticità fino a 380 milioni concessa dalla Ue.
Si parla di un prestito da 240 milioni di euro totali, diviso però in due tappe: 100 milioni dovrebbero essere inseriti oggi nel decreto accise mentre ulteriori 140 milioni verrebbero deliberati a luglio.












