«Con la nascita del “Cammino di Francesco” l’Italia si arricchisce di un grande itinerario spirituale che si snoda per oltre mille chilometri, attraverso i luoghi e i valori che hanno reso San Francesco figura di riferimento mondiale. Lo facciamo nell’anno delle celebrazioni per l’ottavo centenario dalla sua morte e della candidatura del presepe a patrimonio dell’umanità e in occasione della visita del Papa ad Assisi per l’incontro con i giovani, il prossimo 6 agosto. È l’Italia che si fa cammino. È l’anima della Nazione che si racconta al mondo attraverso Francesco» ha commentato il ministro del Turismo Mazzi. Che ha ricordato come in Italia, nel solo 2025, oltre 300mila persone hanno percorso i cammini italiani.
Profilo del viaggiatore “francescano”
Dai dati del ministero del Turismo emerge che il viaggiatore coinvolto nei cammini francescani è prevalentemente italiano (84%). Seguono turisti esteri di provenienza prevalentemente europea, con la Germania che si attesta al secondo posto (2%), mentre Francia, Olanda, Belgio, Regno Unito, Stati Uniti, Polonia, Spagna e Austria raggiungono ciascuno l’1% del totale.
In particolare, con riferimento ai turisti italiani, la domanda si concentra soprattutto nelle regioni direttamente interessate dai percorsi. Il 22% dei viaggiatori proviene dal Lazio, seguito da Umbria (14%), Emilia-Romagna (10%), Lombardia (9%), Marche (8%) e Toscana (7%). A livello provinciale, le principali aree di provenienza confermano il trend regionale, con Roma al primo posto (18%) e Perugia al secondo (13%).
L’impatto economico
Secondo stime dell’Ufficio statistica del ministero del Turismo, un cammino dura in media 7,4 giorni e comporta una spesa giornaliera pari a 87,29 euro. Sulla base di questi valori, il comparto dei cammini genererebbe almeno 2.476.880 pernottamenti annui complessivi e una spesa diretta pari a 216.206.836 euro, corrispondente a un impatto economico complessivo stimato in almeno 336,4 milioni di euro sul territorio.













