La7 non è in vendita e non è anti-Meloni
Nel corso della conferenza è tornato anche il tema dell’identità politica dei suoi canali. A chi gli chiedeva se La7 sia diventata una tv anti-Meloni, ha risposto di no, sostenendo che la rete «ha sempre evitato di fare sconti a qualsiasi governo», e che vuole restare libera, indipendente e, soprattutto, critica.
Al suo arrivo, nel 2013, i nomi di punta erano Michele Santoro e Gad Lerner, oggi sono Corrado Augias e Giovanni Floris: «Non stiamo parlando di pericolosi bolscevichi», scherza.
La piattaforma
In autunno arriverà anche la nuova La7 Play, disponibile su mobile, desktop e smart tv. L’editore l’ha descritta come un’app completamente nuova, «con concetti molto moderni», e come un investimento significativo nel rapporto con gli utenti fuori dalla tv. Il progetto è seguito da un manager arrivato da Mediaset Infinity.
La mossa arriva in un settore televisivo frammentato e che affronta la concorrenza di social, streaming e contenuti on demand. Cairo ha riconosciuto che oggi fare editoria è più difficile rispetto agli anni Ottanta e Novanta, quando la competizione era più limitata. Internet prima e l’intelligenza artificiale oggi hanno cambiato il mercato: bisogna «capire cosa sta accadendo il più velocemente possibile» e provare a cogliere le opportunità.
I nuovi contenuti
La novità più rilevante del palinsesto è l’acquisto da Sky di M. Il figlio del secolo – serie con Luca Marinelli tratta dal romanzo di Antonio Scurati – che per la prima volta andrà in onda in chiaro. Su La7 sarà proposta questo autunno in quattro serate, con un’introduzione di Corrado Augias all’interno di La torre di Babele.












