Nei grandi numeri della manovra 2027 bisognerà fare i conti anche con tre tasse destinate a scattare tra fine anno e l’inizio del nuovo. Sugar tax, plastic tax e tassa italiana sui mini pacchi: tre prelievi che rischiano di determinare effetti sulle imprese direttamente coinvolte e successive ricadute anche sui consumatori. Le situazioni di partenza sono diverse ma in ogni caso il pressing delle forze politiche di maggioranza vanno nella direzione di trovare le risorse necessarie a garantire almeno un ulteriore rinvio.
Sugar tax e plastic tax
Sugar tax e plastic tax dovevano entrate in vigore nel 2020 (rispettivamente a ottobre e luglio), ma come riportato in uno studio dell’Osservatorio dei Conti pubblici italiani (Cpi) dell’Università Cattolica sono state oggetto di continue proroghe di segno bipartisan, ossia dei Governi e Parlamenti di diverso colore politico che si sono avvicendate a partire dal Conte II (che le aveva istituite) a quello Meloni. Per l’esattezza otto proroghe per la plastic tax e sette per la sugar tax. Proroghe che al momento scadrebbero il 31 dicembre 2026.
L’ambito di applicazione
La plastic tax è disegnata come un’imposta di 0,45 euro per chilogrammo per prodotti in plastica destinati al singolo impiego, questo è il significato che si cela dietro Macsi. Si tratta di imballaggi ma anche di piatti e stoviglie monouso. La sugar tax è stata pensata per colpire le bevande edulcorate con un meccanismo di applicazione di 10 euro per ettolitro nel caso di prodotti finiti e di 0,25 euro per chilogrammo per i prodotti da diluire.
Il costo dei rinvii
L’ultimo rinvio in ordine di tempo come fa notare l’Osservatorio Cpi è stato previsto dalla legge di Bilancio 2026 comportando per quest’anno minori per 73 milioni di euro per la plastic tax e per 372 milioni per la sugar tax. La tecnica del differimento ha consentito finora di spostare in avanti il problema di un’eventuale abrogazione, che avrebbe richiesto maggiori risorse anche per gli effetti che si riverberano sugli anni successivi.
L’ipotesi di una nuova proroga
L’ipotesi che la strada possa essere una nuova proroga era stata delineata anche dal presidente della commissione Finanze della Camera Marco Osnato (FdI) che appena pochi giorni fa aveva sottolineato: «Non so ancora quale sarà l’estensione temporale del rinvio, spero che si arrivi a un anno, ma questo lo vedremo poi». Anche alla luce del Dpb, invece, i margini per un’abrogazione nella prossima legge di Bilancio sembrano definitivamente tramontati.
