La scelta di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale di calcio, annunciata dal presidente della Figc Giovanni Malagò in un’intervista alla «Gazzetta dello Sport», solleva subito un caso con puntualizzazioni a distanza tra Coni e Figc.
Il nodo della compatibilità del doppio incarico
Bianchedi è, infatti, vicepresidente vicaria e componente della Giunta nazionale del Comitato olimpico. Da qui la questione della compatibilità del doppio incarico al Coni e quello di accompagnatrice della Nazionale di calcio “fresca” della nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico, dopo la breve parentesi di Paolo Maldini come direttore tecnico e Leonardo advisor che avevano altre idee sulla guida del team azzurro.
L’avvio delle valutazioni
Tornado a Bianchedi, il Coni ha avviato riscontri formali per verificare la compatibilità del doppio incarico. In una nota il Comitato olimpico ha comunicato che «ai sensi dello Statuto e delle leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta nazionale».
Cosa prevede lo Statuto del Coni
L’articolo 7, comma 4, dello Statuto del Coni stabilisce, infatti, che i componenti della Giunta nazionale, «qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti».
Per la Figc è un ruolo di mera rappresentanza
Per la Figc non c’è, invece, nessuna incompatibilità. Fonti della Federcalcio fanno sapere che «non si ravvisa alcun conflitto di interessi nella nomina di Diana Bianchedi, vicepresidente e membro della Giunta del Coni, a capo delegazione della Nazionale italiana di calcio».
