Storie Web lunedì, Novembre 2

Crisi di Governo in Belgio. «Il re Filippo I ha ricevuto Bart De Wever in udienza. Il primo ministro ha rassegnato le dimissioni a seguito del fallimento dei negoziati sul bilancio. Il re si riserva di prendere una decisione e, a partire da domani, avvierà una serie di consultazioni con i leader dei partiti di maggioranza». È quanto rende noto il Palazzo reale. «Il re – viene sottolineato – si rammarica che non sia stato raggiunto alcun accordo su un bilancio credibile e adeguato alle sfide attuali. In un contesto caratterizzato da grande incertezza geopolitica e da notevoli difficoltà economiche, il Paese non può permettersi una crisi politica prolungata».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le cause: disaccordi sulla legge di bilancio tra i partiti di governo

Il consiglio dei ministri ristretto (“kern”) in Belgio non è riuscito in nottata a raggiungere un accordo sul bilancio federale 2027, né sull’obiettivo di un risanamento da 10 miliardi di euro entro il 2029. Mentre l’opposizione critica duramente l’ammissione di fallimento del governo sul bilancio, il secondo partito di maggioranza, il Mouvement Réformateur (MR), liberali di centrodestra della famiglia europea di Renew – per voce del suo vice primo ministro David Clarinval – sostiene che «il volume di tasse sul tavolo resta decisamente troppo elevato».

Secondo Clarinval, «rifiutarsi di attuare riforme concrete per ridurre la spesa pubblica condanna il Paese ad accumulare un deficit sempre maggiore, che le imposte non sono più in grado di colmare». Le divergenze tra l’ala destra della coalizione “Arizona” – rappresentata dal MR – e l’ala di centro-sinistra – rappresentata da Vooruit e dal partito Les Engagés – sono troppo profonde, spiega l’agenzia Belga.

La destra si lamenta di «troppe tasse». mentre sul fronte della sinistra si insiste invece su un contributo maggiore da parte delle classi più abbienti, di chi ha «le spalle più larghe». All’interno del governo, il partito dei Cristiano-Democratici fiamminghi (CD&V) esorta a non gettare la spugna. «Il nostro Paese non ha tempo da perdere. Tutti i partner devono rendersi conto della gravità della situazione e riprendere le discussioni al più presto», ha affermato. «Un’eventuale crisi di governo non risolverebbe alcun problema; al contrario, rischierebbe di crearne di nuovi».

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