La Banca d’Italia non ha effettuato nessun trasferimento delle riserve d’oro. Ad annunciarlo è l’istituto stesso, rispondendo a quanti si chiedevano se avrebbe preso la stessa decisione della Banca centrale olandese (Dnb), che nei giorni scorsi ha reso noto di aver spostato parte delle sue riserve auree da Stati Uniti e Canada verso Londra in risposta alle crescenti tensioni geopolitiche.
Le riserve italiane
Come si legge sul sito di Bankitalia, con un quantitativo totale di riserve auree pari a 2.452 tonnellate, per un valore attuale di mercato di circa 280 miliardi di euro, l’Italia risulta il quarto detentore di riserve auree al mondo. Sul podio della classifica figurano la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo monetario internazionale. L’oro italiano è costituito prevalentemente da lingotti (95.493) e per una parte minore da monete
Le riserve del nostro paese sono custodite, oltre che nei caveau di Palazzo Koch a Roma, presso alcune altre banche. Se in Italia rimangono 1.100 tonnellate (il 44,86% del totale), una porzione quasi equivalente delle nostre riserve si trova negli Stati Uniti (1.061,5 tonnellate, il 43,29% del totale). L’oro è poi, in misura minore, conservato in Svizzera (149,3 tonnellate, il 6,09%) e nel Regno Unito, dove si trovano 141,2 tonnellate (5,76%).
La decisione della Dnb
Mercoledì scorso la De Nederlandsche Bank ha annunciato di aver ritirato 86 delle 313 tonnellate di oro detenute negli Usa e in Canada. In un comunicato, la Dnb ha spiegato che la misura ha l’obiettivo di migliorare la liquidità e la negoziabilità delle riserve e rafforzare la capacità di resistere alla crisi. Per risultare più efficaci nel rispondere alle emergenze dettate da uno scenario internazionale sempre più instabile, i Paesi Bassi hanno cercato di giungere a una distribuzione più bilanciata delle riserve per spalmare il rischio.
Il passaggio è avvenuto tra marzo e agosto e l’oro è stato spostato verso la Bank of England, a Londra. La capitale britannica è considerata «il maggior centro» mondiale per l’oro fisico, dove il metallo può essere disponibile più facilmente e velocemente in caso di crisi. Il governatore Olaf Sleijpen ha precisato che i Paesi Bassi si aspettano di «non doverlo usare mai» ma che, al contempo, hanno bisogno di rafforzare la resistenza del paese.












