Storie Web giovedì, Giugno 4

Dal 2019 al 2024 una coppia residente a Olbia non avrebbe dichiarato al Fisco redditi per oltre 30 milioni di euro. A rivelarlo è la Guardia di finanza di Sassari. I coniugi avrebbero acquistato e rivenduto online decine di migliaia di biglietti per partite, concerti e spettacoli, omettendo però di segnalare i proventi derivati dall’attività di bagarinaggio digitale. I due avrebbero fatto leva sulla doppia residenza italiana e svizzera per aggirare le leggi del nostro Paese in materia di tassazione.

Secondary ticketing

L’indagine ha preso il via a seguito di una segnalazione del Nucleo speciale beni e servizi che – nell’ambito del progetto “Follow the ticket” – ha individuato un soggetto sospettando che fosse protagonista di un’attività di secondary ticketing illecito. L’attenzione della Guardia di finanza si è poi focalizzata anche sulla coniuge, che è risultata essere ugualmente coinvolta nel business. La coppia, secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, avrebbe comprato ingenti quantità di biglietti per eventi che si tenevano sul territorio nazionale per poi rivenderli senza autorizzazione.

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La doppia residenza

I biglietti acquistati dai due dal 2019 al 2024 sarebbero decine di migliaia, per un valore complessivo che supera il milione di euro. E, nonostante ai fini fiscali il centro di interesse vitale dell’attività fosse situato proprio in Sardegna, i due avrebbero fatto leva sulla doppia residenza italiana e svizzera per non dichiarare al fisco le entrate milionarie derivate dalla rivendita dei biglietti.

Le Fiamme Gialle, infatti, hanno accertato l’esistenza di una società di diritto svizzero di cui uno dei coniugi era amministratore e socio unico. Tuttavia, l’attività era nella pratica gestita dal territorio gallurese, mentre la sede elvetica sarebbe stata solo un mero recapito.

I ricavi

Le indagini hanno rivelato che anche la società, proprio come la coppia, avrebbe pubblicizzato e rivenduto biglietti per partite della Serie A italiana e per concerti organizzati nel nostro Paese anche da artisti di fama internazionale, motivo per cui l’azienda è stata qualificata in Italia come “evasore totale”. I ricavi non dichiarati sono quantificabili in oltre 30 milioni di euro. È stata anche accertata un’evasione dell’Iva per circa 6,5 milioni di euro.

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