Scattano le nuove regole sugli autovelox. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale dell’8 giugno sull’omologazione degli autovelox. Le nuove regole disciplinano in modo organico le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. L’obiettivo è quello di superare le numerose incertezze normative e applicative che negli ultimi anni hanno alimentato un vasto contenzioso tra automobilisti e amministrazioni locali. Il provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, quindi da domani 12 luglio. Il decreto ministeriale fissa i requisiti per ottenere l’omologazione “promuove sul campo” i misuratori approvati dal 2017 e vale solo per le infrazioni rilevate a partire dalla sua entrata in vigore.
Non solo il margine di errore fissato a 3 km/h fino a 100 all’ora. Non solo l’oscuramento automatico dei volti nelle immagini scattate frontalmente. Nel decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che riscrive le regole per l’omologazione degli autovelox compare anche una novità meno evidente: per la prima volta vengono fissati parametri numerici di affidabilità che i dispositivi dovranno rispettare per ottenere il via libera. In base a un recente censimento, gli autovelox in Italia sono circa 3mila.
I tassi per essere affidabili
Tra le novità c’è appunto quella che può essere definita una sorta di “patente di affidabilità”. Non basta più misurare la velocità. Gli autovelox dovranno dimostrare di raggiungere specifici livelli di prestazione in una serie di funzioni chiave. Il tasso di rilevamento dei veicoli dovrà essere almeno del 90%. La corretta associazione della velocità al veicolo rilevato dovrà arrivare almeno al 95%. La stessa soglia del 95% è prevista per l’acquisizione delle immagini e per il riconoscimento delle targhe. Anche la classificazione dei veicoli dovrà raggiungere il 90%. Si tratta di parametri che entrano direttamente nelle procedure di prova e che puntano a misurare non soltanto la precisione della velocità rilevata, ma l’intera catena che porta all’accertamento dell’infrazione.
I margini nella rilevazione della velocità
Il decreto interviene anche sul tema dell’accuratezza della misurazione. Durante le verifiche di omologazione, il valore registrato dal dispositivo non potrà discostarsi di oltre 3 km/h rispetto allo strumento campione per velocità fino a 100 km/h. Oltre tale soglia il limite è fissato al 3%. È un requisito tecnico distinto dalla tolleranza applicata alle sanzioni, che resta quella prevista dalla normativa vigente.
Le polemiche e i ricorsi
