Il trasporto merci non può essere lasciato solo davanti a una tempesta che mette insieme caro carburanti, costi energetici, carenza di autisti, crisi geopolitiche e infrastrutture sotto pressione. Nel caso dell’autotrasporto il prezzo del gasolio «è già aumentato di più di 50 centesimi al litro dall’inizio del conflitto Usa-Iran». Con il diesel che sfiora i 2,3 euro sulla rete auostradale in modalità self e raggiunge punte di 2,257 euro al litro sulla rete stradale, un’impresa su cinque rischia il fallimento entro la fine dell’anno, denunciano gli autotrasportatori. L’orizzonte è cupo. Dal 1° gennaio 2028 l’applicazione dell’Ets2 anche al trasporto stradale «causerà ulteriori rincari fino a 30/40 centesimi al litro per il gasolio». E se si blocca l’autotrasporto, va in crisi tutta l’economia, dato che in Italia circa il 90% delle merci viaggia su strada.
Lo dice Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto-Confcommercio: «In gioco – avvisa – non c’è solo la tenuta del settore logistico nazionale. C’è la capacità dell’Italia di garantire l’approvvigionamento delle filiere industriali, difendere la competitività delle imprese e restare agganciata ai mercati europei e internazionali». È l’appello che Russo lancerà all’XI Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio in programma, mercoledì 21 ottobre, a Roma.
Intanto il governo accelera. Oggi, martedì 2o ottobre, il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, incontrerà i rappresentanti degli autotrasportatori in un vertice d’emergenza alla Prefettura di Milano, con una settimana di anticipo rispetto al tavolo ufficiale convocato dal Mit per il prossimo 27 ottobre a Roma. Osserva Russo: «Auspichiamo che dall’incontro con il ministro Salvini arrivino risposte concrete e immediate alle difficoltà dell’autotrasporto, creando le condizioni per una rapida rimozione dei blocchi e il ripristino della regolare distribuzione delle merci».
Prosegue il presidente di Conftrasporto: «Il settore affronta una grave crisi di liquidità, con il carburante che ormai incide per oltre il 40% sui costi generali delle imprese. Nel vertice del 22 maggio scorso a Palazzo Chigi, il governo aveva garantito alle imprese una serie di aiuti, quantificabili in oltre 400 milioni di euro. Tuttavia, a oggi le imprese di autotrasporto non hanno ancora ricevuto alcun ristoro economico a causa di complicazioni burocratiche. E intanto l’emergenza gasolio si aggrava e servirebbero ulteriori 40/50 milioni di euro per coprire gli extra costi di novembre e dicembre. Le proteste spontanee delle ultime settimane che stanno paralizzando il Sud Italia, rendono il quadro ancora più inquietante, perché significa che ci si sta muovendo nell’ambito della disperazione degli imprenditori».
L’altro fronte caldo è il braccio di ferro con l’Europa sugli Ets (Emission trading system), il meccanismo europeo che regola lo scambio delle quote di CO2. Dice Russo: «Il sistema degli Ets, nato per incentivare l’indipendenza dalle fonti fossili, si è rivelato assolutamente dannoso, perché nuoce all’industria e ai trasporti italiani senza produrre i benefici attesi sul fronte della decarbonizzazione. Nel caso del trasporto marittimo, il risultato dell’Ets, che è una tassa a tutti gli effetti a carico degli armatori, è stato il crollo delle autostrade del mare e il ritorno delle merci sulla strada». Il passaggio più delicato resta però l’applicazione dell’Ets2, a partire dal 2028, a edifici e trasporto su strada, con effetti diretti su famiglie e consumi.











