Storie Web martedì, Settembre 8

È pronto per il debutto un nuovo strumento di agevolazione rivolto alla filiera dell’automotive, con una disponibilità complessiva di 300 milioni di euro. Un decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, definisce le regole di accesso ai “mini contatti di sviluppo” che, incentivando progetti con spese ammissibili tra 5 e 20 milioni di euro, dovrebbero adattarsi in modo più efficace alle capacità produttive della componentistica, settore messo ora fortemente alla prova dagli effetti indiretti dei tagli del gruppo tedesco Volkswagen.

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Un successivo decreto direttoriale stabilirà la data di apertura dei termini per presentare le domande, intanto le imprese possono prepararsi. Saranno incentivati investimenti produttivi che possono essere accompagnati, entro determinati limiti, da progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale e da progetti di formazione del personale strettamente correlati. Tre gli ambiti di investimento: nuovi veicoli e soluzioni di mobilità che minimizzino le emissioni inquinanti; componenti e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma e connessa anche con sistemi di AI; diversificazione e riconversione industriale verso settori a potenziale dual-use (come la difesa). Il programma di investimento, realizzabile anche in forma congiunta da un massimo di cinque imprese, può riguardare la creazione di una nuova unità produttiva, l’ampliamento della capacità di un’unità esistente, la riconversione, la ristrutturazione oppure, infine, l’acquisizione di un sito produttivo chiuso o a rischio di chiusura.

L’incentivo, nella forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, potrà coprire al massimo il 75% delle spese ammissibili. Quest’ultime dovranno riferirsi a suolo aziendale, opere murarie, macchinari, impianti e attrezzature, software e brevetti. Ok anche ad acquisti in leasing, nei limiti del regolamento europeo generale di esenzione GBER.

Sono previste clausole di esclusione nei casi di delocalizzazione delineati dal Codice degli incentivi e l’obbligo di mantenere i beni agevolati nell’unità produttiva oggetto dell’investimento per almeno cinque anni (tre nel caso di Pmi) dalla data di ultimazione del progetto.

Per quanto riguarda i programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, sono agevolabili costi del personale, strumenti e attrezzature per il periodo in cui sono utilizzate per il progetto, brevetti acquisiti oppure ottenuti in licenza e costi di consulenza, spese supplementari e costi di esercizio, compresi i materiali, per il 20% degli altri costi.

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