Con la nascita del sito “comitatofederale.org”, prende quota la sfida lanciata da un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali leghisti per convocare il congresso della Lega Nord per l’indipendenza della Padania e prendere il controllo del partito e del suo simbolo (Alberto da Giussano). Regista dell’operazione, l’ex parlamentare della Lega Gianluca Pini in un braccio di ferro contro l’attuale gestione del vecchio partito, commissariato dal deputato salviniano Igor Iezzi. A confermarlo è lo stesso Pini, promotore del “Comitato per il congresso federale”, che spiega: «Avevamo già raccolto quasi 300 firme alla vecchia maniera, ma ora abbiamo deciso di fare tutti i passaggi formali necessari e da oggi pomeriggio il sito è on line. Qui si tratta di poter esercitare un proprio diritto a fare politica nel movimento politico a cui aderiamo da sempre (la Lega nord, ndr) e non di vederselo impedito per scelte che non vanno nell’interesse nell’attuale della Lega nord».
Le due Leghe
La Lega per Salvini premier e la Lega Nord hanno entrambe sede in via Bellerio, ma la prima è una sorta di spin-off della seconda, ormai inattiva e derubricata a «bad company» tenuta a pagare allo Stato i famosi 49 milioni di rimborsi elettorali della gestione Bossi giudicati irregolari dai magistrati. E alla quale diverse migliaia di persone continuano a destinare il proprio 2 per mille.
La gestione commissariale
L’ultimo congresso della Lega Nord si tenne a Milano nel 2019, quando venne sancita la coesistenza tra la vecchia Lega Nord e la nuova Lega per Salvini premier e l’attività politica venne di fatto trasferita a quest’ultima. Da allora il vecchio movimento è affidato, per l’appunto, a una gestione commissariale. Di fatto è una struttura dormiente. Ma è la Lega Nord, titolare del simbolo con Alberto da Giussano, ad averne autorizzato l’utilizzo elettorale da parte della Lega per Salvini premier. E sono molti i militanti che hanno la doppia tessera. Per questo il congresso non sarebbe soltanto un’assemblea di reduci. Potrebbe ricostituire gli organi del vecchio movimento, eleggere nuovi vertici e riaprire la discussione sulla gestione del suo patrimonio politico e simbolico.
La battaglia per la convocazione del Congresso
Lo statuto stabilisce che il Congresso federale è l’organo rappresentativo di tutti i soci e deve essere convocato ordinariamente ogni cinque anni. E poiché, secondo i promotori dell’iniziativa, il termine ordinario previsto dallo statuto è ormai ampiamente trascorso, entra in gioco l’articolo 20 del Codice civile, la strada sulla quale il Comitato intende muoversi: la norma prevede infatti che la convocazione dell’assemblea debba avvenire quando ne faccia richiesta motivata “almeno un decimo degli associati” e che, se gli amministratori non provvedono, può essere ordinata dal presidente del tribunale. Per questa ragione la raccolta firme da iniziativa politica può trasformarsi in battaglia legale.
Le firme necessarie
L’obiettivo è capire quanti soci ordinari militanti siano pronti a sostenere formalmente l’iniziativa. E quante adesioni servano per raggiungere il quorum necessario, dal momento che non risulta chiaro quanti siano oggi i soci della Lega Nord. «Ricordo che le sottoscrizioni sono senza nessun costo e garantite da anonimato – specifica Pini -. I nominativi infatti non verranno resi pubblici, né diffusi a terzi ma solo utilizzati per formalizzare la richiesta di celebrazione del Congresso; un passaggio obbligato per rottamare la lunga e fallimentare esperienza della Salvini Premier».
