L’iter legislativo andrà avanti almeno fino al prossimo autunno, il dibattito intorno alla proposta di revisione del Regolamento per le emissioni di CO2 del settore auto presentato a dicembre scorso entra nel vivo e incrocia le posizioni delle diverse componenti politiche del Parlamento europeo e dei Paesi dell’Unione. Il tutto in un contesto nel quale la geopolitica pesa come mai prima e le case produttrici europee, Stellantis in testa, stanno muovendo sullo scacchiere asiatico.
A rappresentare la posizione del Governo italiano e di buona parte dell’industria dei componentisti automotive è la proposta firmata dall’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, nominato relatore del Parlamento europeo per la revisione del Regolamento sugli standard di Co2. Diversi i punti principali proposta di revisione, che “promette” di raddrizzare la proposta iniziale della Commissione europea a favore di una neutralità tecnologica da sempre invocata.
Il target di riduzione delle emissioni al 2035 del 90%, suggerisce il testo, deve essere senza condizioni – nella proposta iniziale il taglio era comunque condizionato all’utilizzo di acciaio green, ad esempio, con il sistema dei Fuels credit e del Credit Steel -. Inoltre la proposta separa il settore auto da quello del trasporto commerciale e rivede i target per i van: -30% al 2030 e -80% al 2035, anche in questo caso senza ulteriori condizioni.
«Fondamentale nella proposta – sottolinea il presidente di Anfia Roberto Vavassori – la possibilità di differenziare i target tra autovetture e commerciali leggeri, di allungare i tempi di verifica da tre a cinque anni, ed eliminare le condizionalità collegate al taglio delle emissioni». È chiaro, aggiunge Vavassori, «che tutto questo sia accompagnato da una misura coerente sul tema Utility factor per i Plug-in, che in caso contrario, alla luce del meccanismo penalizzante previsto dalla Commissione, rischia di minare la possibilità, per queste motorizzazioni, di rappresentare valide tecnologie di transizione».
A rimettere in pista il motore endotermico potrebbe essere, secondo la proposta di modifica, l’introduzione di nuova categoria alimentata al 100% da carburanti rinnovabili (VEEF) e considerata a zero emissioni. Intorno a questa famiglia di carburanti si gioca una partita importante non soltanto per l’industria dell’auto ma anche per la chimica. Si tratta di un passaggio importante, che incontra il favore delle associazioni di produttori, come Assogasliquidi o Unem, e sulla quale si gioca una partita industriale importante per l’Italia, come dimostrano i progetti di riconversione di Eni.













