Le rivelazioni del sindaco di New York Mamdani
Venticinque anni dopo quel trauma collettivo, continuano a esserci zone d’ombra e nuove rivelazioni. L’attuale sindaco di New York Zohran Mamdani ha annunciato la pubblicazione di 170.000 documenti secondo cui le amministrazioni cittadine dell’epoca avrebbero mentito riguardo ai rischi per la salute intorno al luogo dell’attentato.
L’accusa è pesante: le autorità sapevano che l’aria intorno al World Trade Center non era respirabile, ma hanno comunque spinto i cittadini a recarsi nell’area e a tornare nelle proprie abitazioni. L’obiettivo sarebbe stato minimizzare l’impatto economico degli attacchi.
I documenti rivelano che l’aria conteneva sostanze tossiche e cancerogene, tra cui amianto e mercurio, anche mesi dopo l’attacco. Sotto il sito del crollo delle Torri Gemelle, infatti, alcuni incendi sotterranei hanno continuato a bruciare fino al dicembre del 2001, contribuendo a mantenere alti i livelli di contaminazione rilevati dalle analisi rivelate al pubblico.
Il sindaco di New York in quel periodo era Rudolph Giuliani, a cui poco dopo è subentrato Micheal Bloomberg. Entrambi sono sempre stati molto critici con Mamdani, che con queste rivelazioni, anche se non li ha nominati esplicitamente, sferra un duro colpo agli avversari politici.
La notizia ha suscitato la rabbia dei soccorritori, primi fra tutti i vigili del fuoco, che in molti hanno pagato il prezzo più alto. «Siamo increduli. È sconcertante che ci abbiano fatto questo. Hanno sacrificato i cittadini e i soccorritori. Noi morivamo a ogni respiro e lo sapevano», ha dichiarato James Brosi, presidente della Uniformed Fire Officers Association.









