I raid e il lancio di missili sono proseguiti anche durante i negoziati indiretti, che la scorsa settimana sembravano essere arrivati vicini a un’intesa di massima. Ma la firma di Trump non è mai arrivata e gli ayatollah non hanno mai accettato alcun accordo. Gli Usa continuano a chiedere garanzie immediate sullo stop al programma nucleare iraniano, oltre alla riapertura di Hormuz. Il regime iraniano ha fatto sapere che i negoziati sono bloccati «a causa dell’aggressione del Libano da parte di Israele» e che le comunicazioni non riprenderanno fino a quando il conflitto proseguirà sul fronte libanese. «Nonostante le fantasie di Trump, l’Iran in questi ultimi giorni non ha dato alcuna risposta agli americani», ha scritto l’agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran.
«Le comunicazioni non sono state bloccate del tutto ma i negoziati non fanno progressi», ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. «Siamo pronti a combattere e a colpire obiettivi in Israele se – ha minacciato – gli attacchi israeliani a Beirut continueranno».
Trump, parlando in un podcast amico, ha fornito la sua versione della guerra in corso. «L’Iran ha accettato di non avere un’arma nucleare, poi possono cambiare idea, ma questa è la cosa principale», ha spiegato il presidente americano, dicendosi pronto a incontrare la guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei: «È coinvolto nei negoziati, c’è molto rispetto verso di lui. Non ho avuto il privilegio di incontrarlo. Sento che non sta molto bene: gli mancano diverse parti del corpo. Ma possiamo andare molto d’accordo. Vorrei incontrarlo e penso che lo incontrerò».
Alla Camera, Rubio ha ripetuto ieri la versione ufficiale dell’amministrazione: «L’operazione militare americana contro l’Iran è conclusa, gli Stati Uniti hanno ottenuto la vittoria, i nostri raid sono ora solo difensivi». Trump ha spiegato che «la gran parte dell’esercito iraniano è stato annientato e che non c’è bisogno di truppe sul terreno».
Il premier israeliano Banjamin Netanyahu – dopo che Trump gli ha dato del «fottuto pazzo» al telefono – ha sottolineato che con il presidente Usa ci sono «solo divergenze tattiche». Poi, senza rinunciare a offendere «i leader europei senza fegato», non ha perso l’occasione per rilanciare la guerra: «L’Iran sta giocando con il fuoco. Come ha detto il presidente Trump, se necessario, Stati Uniti ed Israele – ha ricordato Netanyahu – sono pronti a riprendere su larga scala l’azione militare contro l’Iran».






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