Storie Web giovedì, Settembre 10

Apple annuncia l’arrivo della nuova generazione di iPhone nei negozi italiani e i lavoratori annunciano lo sciopero. All’indomani della presentazione del primo smartphone pieghevole della casa di Cupertino, Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs proclamano lo sciopero nazionale in Apple Retail Italia che ha 17 punti vendita tra cui quello di Piazza Liberty a Milano e via del Corso a Roma e 1.600 lavoratori. Incroceranno le braccia il 18 settembre proprio quando arriverà il nuovo iPhone negli store italiani per sbloccare la trattativa su assunzioni, carichi di lavoro e stabilizzazioni dei contratti a tempo determinato.

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Dalle assemble che si sono svolte il 7 settembre è emersa, scrivono i sindacati in una nota, «una situazione caratterizzata da carichi di lavoro crescenti, personale insufficiente e una pressione sempre maggiore sulla produttività, anche a seguito dell’introduzione di nuovi processi organizzativi. Le lavoratrici e i lavoratori degli store stanno sostenendo da tempo un livello di pressione che non può essere ulteriormente aggravato».

Proprio per questo i sindacati hanno proposto una serie di misure per affrontare le difficoltà organizzative, senza però ottenere risposte strutturali. Per superare le criticità, i sindacati chiedono da mesi «un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una quota dei tempi determinati e l’incremento volontario degli orari dei part-time, da modulare sulle esigenze dei singoli store e con tempi certi».

Negli incontri che si sono susseguiti l’azienda non ha manifestato disponibilità sulle proposte, pur avendo annunciato un aumento dei contratti a tempo determinato e un anticipo delle relative assunzioni. Per i sindacati questa soluzione «non affronta la natura strutturale del problema: i periodi di copertura dei tempi determinati arrivano infatti ormai a sfiorare i sette mesi. Il lancio della nuova generazione di iPhone, apre ora una nuova fase di intensa attività anche per gli store italiani. Proprio per questo, i sindacati italiani ritengono che la multinazionale debba affrontare tempestivamente le criticità organizzative e garantire condizioni di lavoro sostenibili».

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