La crescita dei ricavi del 60% a 390 milioni di euro, l’Ebitda che raddoppia a 50,1 milioni, il consolidamento nel converting e l’avanzata nella robotica applicata alla logistica, l’ingresso nelle batterie, il nuovo hub per la ricerca nella robotica a Boston, il raddoppio del sito americano di Cincinnati. Per i risultati record che Angelini Technologies – Fameccanica ha raggiunto nel 2025, è stata decisiva «la scelta fatta nel 2022 di riprendere il controllo al 100% dell’azienda, fino a quel momento joint venture paritetica con P&G – spiega Sergio Marullo di Condojanni, ceo di Angelini industries -. Angelini Technologies fa converters, macchine in grado di trasformare, nel nostro caso per la produzione di pannolini. Un mercato di nicchia, con limiti molto evidenti, dove però siamo riusciti a sviluppare significative capacità di ingegneristiche e abbiamo intercettato un ambito nuovo, di applicazioni basate su software che ci hanno aperto un altro mondo, quello della robotica. La scelta di spostare il focus dal converting alla robotica trainerà la nostra crescita futura».
Dopo aver chiuso un bilancio 2025 con ricavi per 390,6 milioni di euro (+59,6% rispetto al 2024), il 93% sono rappresentati dall’export, l’obiettivo è «un ulteriore incremento di oltre il 20% entro il 2027 – dice Luigi De Vito, ceo di Angelini Technologies -. L’azionista ha tracciato una traiettoria del gruppo molto chiara e correre sapendo dove si sta andando è fondamentale. Questo ha permesso a tutta l’organizzazione di sposare un progetto e farlo proprio. La nostra vera sfida è la trasformazione, che avviene consolidando il business dove siamo nati e cioè il converting, cresciuto del 25% nel 2025. E’ stato un trampolino di lancio per aggredire altri business, ossia la robotica e le batterie dove siamo entrati da poco. Oggi la robotica rappresenta il 34% del fatturato con circa 148 milioni di euro di ordini nel 2025, in crescita rispetto al 2024 e con l’obiettivo di arrivare al 50% dei nostri volumi entro quest’anno. La crescita dovrà però essere trasformativa ma sostenibile, basata su un mix di geografie, volumi e profittabilità e sulle nostre persone». A proposito di persone, nei piani della società ci sono 200 assunzioni che la porteranno ad avere oltre 800 dipendenti a livello globale.
Se si chiede a Marullo di Condojanni di immaginare un luogo per lo sviluppo futuro di Angelini Technologies dice senza dubbio «negli Stati Uniti. Per molte ragioni. Quello americano è un mercato di sbocco molto profittevole, caratterizzato da un ecosistema molto favorevole grazie a una legislazione più leggera, a una maggiore propensione al rischio e a una diffusa mentalità imprenditoriale: mentre si innova si pensa già a come implementare le idee nella grande distribuzione. L’innovazione chiede investimenti importanti e le start up sono capital intensive: questo fa sì che trovino negli Stati Uniti un luogo ideale di sviluppo. Un po’ quello che è accaduto alla start up Lab0 su cui abbiamo investito recentemente, che ha un cuore di softwaristi nato a Genova, ma un founder che è un imprenditore americano». Il nostro è un gruppo che ha più di 100 anni di storia e qualche anno fa si è trovato a un punto di svolta. Abbiamo scelto di investire su pharma e technologies, due business che sono attraversati da una grande trasformazione e dalla necessità di molte risorse – sottolinea Marullo di Condojanni -. Come sa chi fa ricerca, dietro la scoperta di una nuova molecola c’è un tasso di fallimenti molto alto, ci sono investimenti forti e bisogna andare nei luoghi dove c’è più sensibilità verso l’innovazione, dove si trovano più talenti e dove c’è una maggiore remunerazione del capitale. Gli Stati Uniti sono uno di quei luoghi».
Le scelte aziendali di Angelini Technologies parlano chiaro aggiunge il ceo De Vito: «Tra i fattori importanti della nostra crescita, uno è geografico. Abbiamo appena aperto un hub di ricerca e sviluppo sulla robotica a Boston, progettato e implementato molto velocemente. È un laboratorio dove ingegneri meccanici, informatici e specialisti in robotica avanzata testeranno prototipi di robot per i magazzini automatici della grande distribuzione e dell’e-commerce, tra cui anche la soluzione tecnologica sviluppata da Lab0 che ha sviluppato un sistema avanzato per la movimentazione autonoma dei materiali, focalizzato sul carico e scarico di pacchi da container e camion, che si propone di rivoluzionare uno dei processi chiave della logistica globale, oggi gestito prevalentemente manualmente. Entro quest’anno raddoppieremo la capacità produttiva del nostro sito di Cincinnati, in Ohio, che passerà da 7mila a 14mila metri quadrati per fare fronte alla crescente domanda del mercato americano. Investiremo negli Stati Uniti, come anche in Italia, nei due siti abruzzesi di San Giovanni Teatino e Alanno e in Cina per avere una supply chain capace di fronteggiare le sfide di costo». La crescita di Angelini Technologies avverrà «in maniera soprattutto organica, con forti investimenti in ricerca e sviluppo dove nel 2025 abbiamo avuto un budget di 9 milioni di euro. La parte più trasformativa per noi è la robotica che fa parte di un mercato che a livello globale vale 30 miliardi di dollari». Ma il converting e la robotica non sono però i due soli ambiti che traineranno la crescita della società. «I nostri investimenti in ricerca e sviluppo sono serviti anche a sviluppare soluzioni tecnologiche per la produzione di batterie – continua De Vito -attraverso una tecnologia laser che consente di tagliare con alta precisione e velocità strati di alluminio e rame per produrre batterie di diverse dimensioni e formati, destinate all’accumulo energetico nell’industria e nell’edilizia e in seconda battuta anche nell’automotive».
