Storie Web giovedì, Settembre 17

LONDRA – Un impegno a tutelare l’umanità e a «non perdere il controllo del nostro destino o delle nostre anime»: questa la richiesta di Re Carlo III alle società tecnologiche che stanno sviluppando modelli sempre più sofisticati di intelligenza artificiale.

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Aprendo il summit di esperti sull’Ia da lui convocato oggi a Dumfries House in Scozia, sede della sua Fondazione, il Re ha dichiarato che «è urgente prendere in considerazione i rischi esistenziali» dell’intelligenza artificiale che potrebbero essere «catastrofici» senza controlli adeguati.

«Lo sviluppo dell’Ia è affascinante e profondamente preoccupante in egual misura – ha detto Re Carlo III -. La nostra umanità deve restare sacra», e chi si occupa del settore deve tenere presente che le decisioni prese oggi avranno un impatto sulle generazioni future.

Al summit partecipano molti dei protagonisti del settore, tra cui Jensen Huang, presidente e Ceo di Nvidia, Sir Demis Hassabis, co-fondatore di Google DeepMind, Kanishka Narayan, sottosegretario responsabile per l’Ia, Sarah Friar, Chief financial officer di OpenAI, e rappresentanti di Anthropic. Grande assente Meta.

Presente come inviato speciale di Papa Leone anche Padre Paolo Benanti. C’è una stretta comunanza di vedute tra il Vaticano e Buckingham Palace in materia e Re Carlo ha molto apprezzato Magnifica Humanitas, la recente enciclica del Papa che ha sottolineato la necessità di rallentare e controllare l’avanzata dell’intelligenza artificiale, che secondo il Pontefice deve essere utilizzata per il bene comune e non per arricchire un ristretto numero di persone.

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