Storie Web domenica, Maggio 10

«Ci sono due fattori che concorrono alla dilatazione dei tempi. Il primo riguarda l’aumento della complessità dei bisogni dei bambini di oggi che spesso le aspiranti famiglie affidatarie non sono in grado di fronteggiare, e poi c’è il cosiddetto “effetto imbuto” su alcuni Paesi: quegli Stati che dimostrano di avere un bisogno elevato di adozioni internazionali, nel lungo periodo subiranno un sovraccarico delle richieste di adozione che aumenterà inevitabilmente i tempi della procedura» spiega Marco Rossin, responsabile del settore adozioni internazionali di Fondazione Avsi.

Eppure, nonostante la complessità e la delicatezza di questo passaggio, il trend continua ad essere di decrescita rispetto al passato. Nel 2024, infatti, la procedura richiedeva 31 mesi, nel 2023, invece, 33. Segno, questo, che i canali diplomatici reggono nonostante l’aumento della complessità e la situazione internazionale instabile.

Le adozioni dei single

Una delle novità più discusse riguarda i single che hanno il desiderio di adottare un bambino. Ad un anno dalla sentenza n. 33 depositata il 21 marzo 2025 con la quale la Corte Costituzionale ha aperto le adozioni internazionali ai single, secondo i dati confermati da Fondazione Avsi, sono 195 potenziali madri e padri single che hanno presentato domanda di idoneità. Dieci, invece, secondo quanto riferito dal CAI, hanno conferito incarico a un Ente autorizzato, avviando effettivamente la procedura di adozione. «Quest’anno abbiamo avuto tanti single che, dopo la notizia della sentenza, hanno partecipato agli incontri informativi che abbiamo organizzato. Ma da questo, ad arrivare al conferimento dell’incarico e all’avvio della procedura, ce ne passa» spiega Rossin.

Sarà, invece, la Corte costituzionale a stabilire se il divieto per le coppie omosessuali, unite civilmente, di accedere all’adozione internazionale sia o meno in contrasto con la Carta e con la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. A nutrire dei dubbi sulla legittimità dell’impedimento, posto dall’articolo 39-bis della legge sulle adozioni transnazionali 184/1983, è il Tribunale di Venezia, chiamato a decidere sulla domanda di adozione – di un bambino che vive in un orfanotrofio all’estero – fatta da una coppia composta da due uomini quarantenni, unita civilmente dal 2019.

Il rimborso delle spese

Un’altra novità introdotta nel 2025 riguarda il rimborso delle spese sostenute per le adozioni concluse nel 2025. Con il Decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità del 5 settembre 2025, sono stati introdotti contributi straordinari a sostegno dei genitori adottivi, soprattutto per chi di loro accoglie bambini con bisogni speciali. In questo caso, oltre a richiedere il rimborso delle spese, è prevista la possibilità di ottenere un contributo extra pari a 3.500 euro. Tutti provvedimenti volti ad incoraggiare chi vuole diventare genitore adottivo.

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