Uno studio britannico su oltre 47mila pazienti lancia un nuovo allarme relativo ai farmaci basati sul GLP-1: in caso di anestesia generale, per un intervento chirurgico, aumentano di 11 volte il rischio di rigurgito e aspirazione polmonare. Sebbene il rischio assoluto di una polmonite da aspirazione resti molto basso, c’è dunque un nuovo possibile alert da considerare prima dell’anestesia.
I farmaci anti-obesità e antidiabete della famiglia dei GLP-1 hanno cambiato la vita a milioni di persone. Ma chi li assume deve ricordarsi di comunicarlo sempre all’anestesista prima di sottoporsi a un intervento o a una procedura che richieda l’anestesia generale. Un studio inglese, appena presentato al congresso annuale dell’Association of Anaesthetists a Liverpool e pubblicato sulla rivista Anaesthesia, ha infatti evidenziato che chi assume questi farmaci ha un’incidenza di rigurgito del contenuto gastrico e/o di aspirazione polmonare circa 11 volte superiore rispetto a chi non li assume.
Il paradosso dello stomaco pieno “a digiuno”
Il motivo di questo fenomeno è legato ad uno degli effetti prodotti dai farmaci basati sul GLP-1. Semaglutide e tirzepatide rallentano lo svuotamento gastrico; cibo e liquidi possono rimanere più a lungo nello stomaco. Questo è utile nel controllo della glicemia e contribuisce all’effetto sulla sazietà e sul peso, ma può diventare un problema quando è prevista un’anestesia generale che richieda il digiuno preventivo, proprio per evitare il rischio di rigurgito e aspirazione. Prima di un intervento, ai pazienti viene chiesto di rimanere a digiuno per un determinato periodo (in genere dalla mezzanotte per gli interventi previsti al mattino successivo), proprio per arrivare all’anestesia a stomaco vuoto. Se però lo svuotamento gastrico è rallentato, le abituali ore di digiuno pre-anestesia potrebbero non essere sufficienti a garantire che lo stomaco sia completamente vuoto. E durante l’anestesia il contenuto dello stomaco può dunque risalire nell’esofago e in bocca: è il cosiddetto rigurgito. Se poi il materiale proveniente dallo stomaco entra nelle vie respiratorie e raggiunge i polmoni, si incorre nell’aspirazione polmonare, una complicanza potenzialmente molto seria perché può portare alla cosiddetta polmonite ab ingestis (da aspirazione).
Il rischio assoluto di rigurgito-aspirazione è basso, ma non trascurabile
Lo studio britannico appena presentato a Liverpool ha coinvolto 47.039 adulti sottoposti a procedure, urgenti o programmate, che richiedevano assistenza anestesiologica, presso 119 centri del Regno Unito. Di questi, 1.348 soggetti (il 2,9%) erano in terapia con un farmaco GLP-1 da almeno tre mesi, circa un paziente su 36 di quelli da sottoporre ad anestesia.
Nel gruppo che non assumeva GLP-1, rigurgito e/o aspirazione si sono verificati in 57 pazienti su 45.691, cioè nello 0,12%. Tra chi assumeva questi farmaci, gli eventi sono stati 19 su 1.348, pari all’1,41%. In altri termini, si è verificato circa 1 caso di rigurgito ogni 802 pazienti nel gruppo non trattato, contro 1 caso ogni 71 tra chi assumeva GLP-1, pari ad una frequenza 11 volte maggiore.
