Nel 2025, nelle città italiane, sono stati consegnati circa 1,2 miliardi di pacchi, il 5,9% in più rispetto al 2024 e il 29% in più rispetto al 2021 (dati Agcom). La distribuzione è affidata a una flotta di 4,6 milioni di veicoli commerciali (furgoni, peso inferiore alle 3,5 tonnellate). L’e-commerce e la pandemia hanno accelerato un’evoluzione già in corso, portando nei centri urbani una platea sempre più eterogenea di corrieri, trasportatori, fornitori dei grandi operatori e reti specializzate. A giugno 2026 le imprese italiane di trasporto espresso e corriere erano 5.579, il 31,7% in più rispetto al 2017. Il 65,8% è costituito da imprese individuali.
È il quadro tracciato da “Mercincittà”, la nuova pubblicazione della collana 100 Numeri, a cura della redazione di Uomini e Trasporti, che è stata presentata alla fiera di Rimini in occasione di Ecomondo.
Sempre nel 2025, i servizi di consegna pacchi (la logistica urbana dell’ultimo miglio) hanno generato ricavi per oltre 8,86 miliardi di euro contro gli 8,55 miliardi del 2024 (+3,6%), ma i margini di profitto degli operatori si riducono. Amazon è la società leader nelle consegne dei pacchi in Italia, con una quota del 20,3% dei ricavi. Alle sue spalle si collocano il gruppo Poste Italiane con il 18%, Brt con il 15,9%, Dhl con il 12,4%, Ups con l’11,1%, Gls con il 10,6% e FedEx-Tnt con 10,1 per cento. Agli altri operatori rimane complessivamente appena l’1,6% del mercato.
Alla base della trasformazione della logistica urbana rimane l’e-commerce. In dieci anni il valore degli acquisti online di prodotti è passato da 9,5 a 42,6 miliardi di euro. Ora la sfida più importante per i fornitori dell’ultimo miglio, le aziende che materialmente effettuano le consegne per i grandi marchi, è il recupero dei margini di profitto: a fronte di una crescita di volumi e ricavi complessivi, il ricavo medio per consegna risulta in calo. Nel 2025, il ricavo medio per pacco è sceso a 5,98 euro, lo 0,6% in meno rispetto al 2024 e il 6,2% in meno rispetto al 2021.
Chi muove ogni giorno le merci nelle città italiane è alle prese con: centri storici congestionati; regole di accesso diverse in ogni città; lunghi percorsi extraurbani per portare a destinazione pacchetti, a volte molto piccoli, arrivati dall’Estremo Oriente; orari compressi per inseguire un guadagno eroso dal tempo perso; una vertigine sospesa tra furgoni vecchi di oltre 15 anni e nuovi robot in grado di sostituire l’uomo in un futuro ormai prossimo.







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