Tra il 20 e il 24 ottobre una serie di scosse sismiche hanno colpito il Mar Tirreno Meridionale, a circa 30 km a nord-ovest di Alicudi, una delle isole Eolie. L’evento con la magnitudo più alta, pari a 5.0 si è verificato il 23 ottobre alle ore 12:19.
Sono stati i cittadini dell’arcipelago e della costa settentrionale della Sicilia ad avvertire maggiormente la scossa, che è invece risultata più leggera nel resto della Sicilia e in Calabria.
Il Servizio di sorveglianza sismica nazionale dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) che ha monitorato lo sciame, ha dichiarato che il terremoto dello scorso 23 ottobre è stato uno dei più forti registrati nell’area negli ultimi 46 anni, secondo solo a quello di magnitudo 5.2 del 28 maggio 1980.
La sequenza ha contato circa 220 eventi dal terremoto principale, secondo le stime aggiornate dall’Ingv alla mattina del 28 ottobre.
I movimenti nel Mar Tirreno Meridionale
Ma quali sono i movimenti all’origine delle scosse sismiche? Quando si verificano eventi sismici nel Mar Tirreno – dove, dal 1985 ad oggi, ne sono stati registrati di frequente e molti di magnitudo superiore a 4.0 – si tende a pensare al Marsili, il vulcano sottomarino più grande del Mediterraneo e d’Europa.










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