Storie Web giovedì, Ottobre 15

A 27 anni non pensavo che la parola «cancro» potesse entrare nella mia vita. Quando è successo, ho scoperto che una diagnosi non riguarda soltanto il corpo. Cambia il modo in cui guardi il tempo, le persone che ami, il futuro. E ti costringe a capire che cosa conta davvero.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La mia storia e quella di Giada

Il mio tumore al seno è stato scoperto nel 2021. Era piccolo, ma aveva già coinvolto i linfonodi. Era un tumore triplo negativo, una forma aggressiva che a quell’età non avrei mai immaginato potesse riguardarmi.

Sono arrivati mesi difficili, fatti di cure, paura e cambiamenti. La chemioterapia, la perdita dei capelli, la lontananza dal lavoro e dalla quotidianità. Ma anche qualcosa che prima non conoscevo: la capacità di affidarmi agli altri e di lasciarmi aiutare.

Nel mio percorso sono stata seguita anche dal dottor Bruno Perrucci, oncologo dell’Asst Cremona. Incontrare professionisti capaci di accompagnarti non solo dal punto di vista medico, ma anche umano, ha fatto la differenza. Ho capito che dietro una terapia non c’è soltanto un farmaco: c’è una quantità enorme di conoscenza, studio e ricerca che rende possibile quella cura.

Anche la mia storia familiare ha avuto un ruolo importante. Il test genetico ha evidenziato una mutazione BRCA1. Ricevere quel risultato non è stato soltanto un modo per comprendere meglio la mia malattia, ma anche un’informazione importante per il futuro e per le persone che mi erano vicine.

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