A settembre l’inflazione negli Stati Uniti ha accelerato il passo. L’indice dei prezzi al consumo (Cpi) è cresciuto, su base annuale, del 3,7%, dopo il 3,4% del mese precedente, contro il 3,6% delle stime. Su base mensile, registrato un rialzo dello 0,6%, in linea con le attese.
I dati “core”, esclusi quindi energia e generi alimentari, sono cresciuti dello 0,3% (contro lo 0,2% delle attese) e del 2,6% annuale (contro il 2,5% del consensus), dopo il 2,4% del mese precedente. L’indice dei prezzi dell’energia è cresciuto del 5,2%, per un rialzo annuale del 20,4%. L’indice dei prezzi degli alimenti è rimasto stabile a settembre ed è cresciuto del 2,5% in un anno.
Wall Street: future in negativo, in rialzo i rendimenti dei Treasury
I future a Wall Street sono passati in negativo. I future legati allo S&P 500 perdono lo 0,2%, i future sul Nasdaq-100 cedono lo 0,5%. I future sul Dow Jones Industrial Average sono in calo dello 0,1%. Dopo la pubblicazione del rapporto sui prezzi al consumo, sono aumentati i rendimenti dei titoli del Tesoro, che la scorsa settimana hanno toccato massimi pluriennali.
Il rapporto arriva in un momento in cui i prezzi del petrolio rimangono elevati e i consumatori pagano di più per la benzina, che si attesta in media a 4,34 dollari al gallone, rispetto ai 3,08 dollari di un anno fa. La scorsa settimana, il presidente Donald Trump ha annunciato un allentamento temporaneo delle restrizioni sulle esportazioni di gasolio russo, ma gli analisti non ritengono che l’accordo contribuirà in modo significativo a ridurre i prezzi del carburante per camionisti e agricoltori.












